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Three Strikes Model: l’opinione della IFPI

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Continua negli USA il dibattito sul metodo dei “Three Strikes”. ZeroPaid, ad esempio, ha da poco fatto un resoconto di come sia andata la Congressional Internet Caucus’ State of the Net Conference, organizzata dal C.I.C.A.C. In questa conferenza, come c’era da aspettarsi, grande risalto ha avuto proprio la questione sulla possibilità di escludere i cosiddetti pirati dalla rete.

Ovviamente nel dibattito molte delle argomentazioni sanno di già sentito. Molti relatori hanno posto l’attenzione sull’importanza della rete nella vita contemporanea e sulla sproporzione conseguente fra il reato e la punizione; di contro altri hanno invece ribadito le ragioni della linea più dura.

Fra tutte le argomentazioni, forse la più interessante è stata quella di Shira Perlmutter della IFPI, ovvero l’associazione delle Major discografiche, da tempo favorevole alla regola dei “Three Strikes”.

La Perlmutter ha ricordato che la rete svolge sì, al giorno d’oggi, più compiti della semplice connessione ad Internet, essendo collegati ad essa, per esempio, tutto l’universo dei servizi VoIP, ma ha aggiunto che per gli ISP non dovrebbe essere troppo difficile separare i due servizi. Questo coglie una verità tecnica, sicuramente importante. Però, come nota Jared di ZeroPaid, sembra dimenticare del problema della non corrispondenza fra titolare di un contratto e utilizzatore della linea. Togliere una linea di connessione ad una famiglia, significa, spesso, condannare un nucleo di persone per il reato commesso da una sola:

Ma se un teenager è responsabile delle infrazioni, costando l’account dei genitori, come fanno questi a recuperare l’accesso ad Internet? Firmandone uno nuovo a nome di loro figlio?

Il problema reale sta, dunque, nella contraddizione fra qualsiasi principio liberale e un proposta di legge che, di fatto, pretende di arrivare ad una condanna senza passare per le nozioni classiche del diritto. Ed è evidente come in società ideologicamente liberali questo creerebbe delle situazioni paradossali perché, ad esempio, non viene identificato giuridicamente nessun colpevole, ma solo condannato un utente. L’evidenza di questa paradossalità non sembra però balzare agli occhi di molti. Gli sforzi retorici della Perlmutter, secondo cui la disconnessione di un account non condannerebbe tutta la famiglia all’esilio dalla rete, sono un ottimo esempio di questa incomprensione.

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