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I blog sono fuori moda? Per i ragazzi americani meglio i social network

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I blog sembrano essere sempre meno presenti tra gli interessi degli adolescenti e sempre più al centro, invece, di quelli degli adulti.

Ad evidenziare la tendenza è uno studio chiamato Internet & American Life Project del centro di ricerche Pew, che chiarisce come vi sia stato un calo sensibilmente marcato tra il numero di giovani e giovanissimi che possiede un blog tra il 2006, quando la quota era del 28%, e quella del 2009 (il periodo di riferimento preso in oggetto), quando la stessa si è attestata al 18%.

Il target preso in esame dall’indagine telefonica alla base dello studio è quello composto da 800 ragazzi americani di età compresa tra 12 e 17 anni, e relativi genitori. L’obiettivo è quello di misurare le tendenze che vedono coinvolte le famiglie che navigano sul Web mettendo in rapporto i comportamenti dei membri più giovani con quello degli adulti.

Dall’osservazione di tali numeri, si comprende come il pubblico dei giovanissimi pare essersi orientato, negli ultimi anni, più verso i social network, passati dal 55% del 2006 al 73% del 2009.

Appare quindi chiaro come il blog, seppur lontano dall’essere veramente fuori moda, vada diventando un fenomeno decisamente più maturo, con un pubblico assai diverso da quello che, agli inizi, vedeva il blog quale unica e innovativa fonte di interazione con il resto della community del Web, cioè quando tenere un blog era l’unico modo veramente efficace e diretto per testimoniare la propria presenza nello sterminato mare di Internet.

In questo contesto è assolutamente innegabile che social network e siti di microblogging si prestano meglio e in maniera ancora più efficace all’interazione, soprattutto grazie alla loro flessibilità e alla capacità di raccogliere una platea quasi sterminata di pubblico verso un’unica piattaforma.

Laddove un blog personale, soprattutto quando è nuovo, ha bisogno di farsi conoscere per avere un certo pubblico e trasmettere efficacemente un messaggio, i social network consentono invece di avere una base di lettori molto più ampia senza grossi sforzi, una community già composta e vivace immediatamente pronta a soddisfare il bisogno di comunicare dei più giovani.

Va da sé quindi che per i ragazzi il blog, ma forse una simile tendenza vale anche per i forum, sia una piattaforma piuttosto limitata. Cosa che invece non accade per gli adulti, i quali probabilmente si avvicinano al Web con altre esigenze comunicative rispetto a quelle dei più giovani.

Per gli adulti probabilmente un blog è un modo come un altro per sfruttare Internet al fine di parlare di un argomento che sta particolarmente a cuore: che si tratti di politica, sport o di qualsiasi altra passione, la profonda capacità di informare di un blog appare a questo scopo ancora inarrivabile per i moderni social network.

In questo universo mutevole in cui gli equilibri e le tendenze cambiano nel giro di pochi anni, il futuro dei blog potrebbe quindi essere nella “specializzazione” delle informazioni offerte, un obiettivo che consentirebbe ad essi di non andare fuori moda ma che, al contempo, rischia di avvicinarli fin troppo ad uno qualsiasi dei tanti siti di notizie che si trovano su Internet, facendo loro perdere l’essenza che li ha portati, agli inizi del Web 2.0, a distinguersi dal resto e a diventare fenomeni di costume in grado di attirare migliaia e migliaia di lettori ogni giorno.

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