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USA: analista antipirateria licenziato per estorsione

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Il P2P sarà anche un danno economico inferto all’industria dello spettacolo, ma molto spesso risulta piuttosto un terreno scivoloso dove fare affari truffando o estorcendo soldi ai poveri utenti. Gli spammer di tutto il mondo ne sono ben consapevoli, ma questa cattiva abitudine ha contagiato spesso gli stessi settori dell’antipirateria.

In Georgia (USA), un giovane analista della sicurezza delle reti nella locale Università ha scoperto l’illecito filesharing di una studentessa. È il suo lavoro, dato che era pagato proprio per monitorare che non ci fossero infrazioni del copyright tramite la rete universitaria, ma evidentemente egli ha pensato bene di fare a modo proprio.

Invece di segnalare l’IP colpevole alle autorità, ha contattato la giovane ragazza, proponendo uno scambio “equo”: soldi in cambio del silenzio.

L’esoso analista ha però chiesto più di quanto la studentessa potesse permettersi, costringendo la stessa a denunciarlo. In conclusione, per una volta è stato l’antipirata ad essere preso in custodia dalla polizia e licenziato.

Torrentfreak si chiede se non sarebbe il caso di considerare ugualmente illegali i ricatti che da un po’ di tempo negli USA le aziende detentrici di diritti d’autore perpetuano ai danni di utenti P2P. Sostanzialmente, è la stessa idea avuta dall’analista arrestato: tramite lettera viene intimato all’utente scoperto di pagare somme in denaro per evitare problemi legali. In questo casi, però, nessuno viene licenziato o preso in custodia.

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