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Qualche riflessione dal Mobile World Congress

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Il Mobile World Congress 2010 chiude oggi i battenti, dopo quattro giorni ricci di eventi, annunci, incontri. Di seguito qualche riflessione e considerazione su quello che sono riuscito a vedere.

Una nuova forma di dualismo marchio-piattaforma è emersa da molti degli stand di operatori e produttori di dispositivi: “Samsung – Wave”, “GSMA – OpenAPI”, “Sony Ericsson – Developer World”, “Nokia+Intel – MeeGo”, “Vodafone – 360”, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Lo spazio espositivo dei big player era quasi totalmente occupato da diversi showcase di prodotti realizzati da aziende terze mediante l’uso della loro piattaforma. Messaggistica integrata nella rubrica, servizi di remote banking, mobile social gaming e giochi 3d, applicazioni di social geotagging, nuovi concept di interfacce, client per l’integrazione con altri servizi che sfruttano le peculiarità del telefono.

Ritengo che la spiegazione di questo orientamento è nella ricerca di nuovi clienti e sottrazione di quelli dei competitor non più solo grazie ai telefoni, alle tariffe, ai servizi offerti o al massimo alla possibilità di leggerci la posta, ma grazie alle applicazioni, che realizzeranno gli sviluppatori terzi grazie a questi mattoncini forniti. Unica controindicazione, l’idea di prodotti crossplatform, scritti una volta e portati ovunque, si sta allontanando sempre di più.

Entusiasmanti i tablet presenti nello stand nVidia, piccoli e “stilosi” dispositivi basati sulla nuova scheda Tegra ed equipaggiati con Android. Un ampio schermo touchscreen (dai 10 pollici in su), supporto HDMI, automonia di diverse ore in modalità riproduzione video, spazio a tutti i tipi di connettività possibile. Consacrazione dell’avvicinamento ad una fruizione dell’informatica più “da divano” e quasi per nulla “davanti alla scrivania”. Questa volta il marketing Apple dovrà fare miracoli per promuovere un sistema così chiuso e proprietario con l’iPad.

Android, dopo anni di promesse, finalmente ha saputo trovare il suo spazio. Presente in molti nuovi smartphone, TV-box, tablet e altri dispositivi in tantissimi stand. Seppur tutte, ma proprio tutte, le applicazioni che ho visto giravano anche su iPhone, il secondo più ampio supporto era fornito al sistema operativo della Open Handset Alliance. Diversi gli application store alternativi all’Android Market, mentre nuovi concept phone erano mossi per la maggior parte da un cuore Android.

Ufficialmente annunciato il porting di Adobe Air anche per Android e Windows Mobile, ufficiosamente ho visto la stessa applicazione girare anche su un iPhone. Allargato anche il supporto per Flash 10.1, con YouTube che andava su un Palm Pre e su un Nexus One senza bisogno di applicazioni esterne. Quasi in disparte in un angolino c’era lo stand delle QT, libreria multipiattaforma acquisita da Nokia all’inizio del 2008, che ha dalla sua anni di sviluppo e di utilizzo in ambienti di produzioni. Sarà il cuore dell’interfaccia della prossima versione di Maemo attesa per il prossimo anno.

Grande lancio per Windows Phone, la nuova versione del sistema operativo di Redmond per dispositivi mobili. Nelle demo sono stati mostrati alcuni componenti del sistema, come la Home, il calendario, la rubrica, il gestore di contenuti multimediali, il client per le ricerche facilitate su Internet. L’impressione personale che ho avuto è stata quella di un sistema operativo con un’interfaccia totalmente touch, piena di effetti speciali, non più generalista ma molto incentrata sui compiti che l’utente vuole svolgere, sempre collegata con i servizi online come Zune, XBox, Live, Twitter, Facebook e molti altri.

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