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Steve Jobs attacca nuovamente Flash

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Nonostante le rassicuranti affermazioni di Kevin Lynch, il quale ha dichiarato l’intenzione di Adobe di rendere il proprio player sempre più prestante, Steve Jobs sembrerebbe essere ritornato ad attaccare Flash. Durante un incontro con gli editori del The Wall Street Journal, organizzato per dimostrare le funzionalità di iPad, l’iCEO si sarebbe lasciato andare a commenti poco felici sul player multimediale di Adobe.

Secondo Jobs, Flash non sarebbe altro che un “divora-CPU” poco interessante per Apple visto che, solitamente, la società non investe tempo e risorse in tecnologie considerate sorpassate dal proprio iCeo. Inoltre, il player sarebbe affetto da troppi problemi di sicurezza che non ne giustificherebbero la sua adozione, visto che, negli ultimi tempi, viene utilizzato quasi unicamente per lo streaming video. Si tratta di funzioni che, di conseguenza, potrebbero essere facilmente sostituite da HTML5.

Il fondatore di Apple, inoltre, ha paragonato Flash a una delle tante tecnologie morenti che Cupertino ha, già da tempo, abbandonato: i floppy disc, le firewire-400, gli schermi LCD senza retroilluminazione LED e, in un imminente futuro, i CD.

Dalle indiscrezioni trapelate, inoltre, sembrerebbe che inizialmente iPad fosse stato dotato del supporto a flash, così come dimostrato dai video di presentazione repentinamente fatti scomparire dal sito ufficiale. Tuttavia, gli esasperanti cicli di CPU porterebbero la riduzione della durata della batteria da 10 a 1,5 ore: un risultato decisamente inaccettabile per gli standard Apple.

Le obiezioni di Steve Jobs, tuttavia, si scontrano con la realtà fattuale del Web. Il sito del The Wall Street Journal, ad esempio, fa ampio ricorso a Flash per i propri contenuti: video, informazioni in real time, slideshow di immagini, applicazioni interattive per i lettori e via dicendo. L’obiettivo dell’iCeo è, evidentemente, quello di convincere gli editori ad abbandonare Flash per rendere i propri prodotti compatibili con iPad, adottando magari soluzioni come il codec H264. Un’impresa, però, quasi impossibile: quante testate saranno disposte a investire risorse, sia economiche che di tempo, e a rinunciare a comodi tool solo per rendere i propri portali Web compatibili con iPad?

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