QR code per la pagina originale

Apple e il dilemma delle applicazioni osé

Apple starebbe valutando la possibilità di introdurre una nuova categoria sull'App Store per etichettare le applicazioni con contenuti espliciti. L'iniziativa potrebbe risolvere le controversie degli ultimi giorni, ma si prospettano tempi lunghi

,

A distanza di alcuni giorni dalla decisione di Apple di rimuovere numerose applicazioni dall’App Store ritenute offensive per i loro contenuti osé, non si arrestano le speculazioni intorno alle prossime decisioni della società di Cupertino sulla delicata questione. Nel corso della giornata di ieri, numerosi siti di informazione online hanno segnalato l’introduzione di una nuova categoria per le applicazioni dell’App Store, etichettata "Explicit", che avrebbe potuto risolvere le recenti controversie. La nuova categoria sarebbe stata successivamente rimossa, a testimonianza dell’incertezza sul da farsi nei pressi di Cupertino.

Stando a quanto riferito dal sito di informazione Cult of Mac, la nuova categoria comparsa nel pomeriggio di mercoledì risultatava essere utilizzabile nell’area di iTunesConnect riservata agli sviluppatori. Quando una applicazione viene inserita nel sistema, l’autore deve indicare una categoria principale e una secondaria per consentire una rapida identificazione del piccolo applicativo da parte degli utenti sull’App Store. Alle voci già presenti in elenco sarebbe stata aggiunta la voce “Explicit” per contrassegnare le applicazioni con contenuti legati alla sfera della sessualità. Visibile solamente agli sviluppatori, la categoria sarebbe stata rapidamente rimossa forse in seguito alle indiscrezioni circolate online.

Secondo numerosi osservatori, l’introduzione di una nuova categoria per i contenuti espliciti potrebbe riportare un po’ di serenità tra gli sviluppatori e i numerosi utenti dell’App Store colti di sorpresa dalla recente decisione della società di rimuovere numerose applicazioni ritenute, a torto o a ragione, eccessivamente esplicite e non aderenti alle severe politiche imposte dall’azienda. L’inasprimento dei controlli aveva portato alla rimozione di circa 5mila applicazioni in breve tempo, mettendo in alcuni casi a rischio le possibilità di sopravvivenza di alcune piccole società autrici degli applicativi incriminati. Una strategia dettata dalla necessità di tutelare gli adolescenti e di rispondere alle lamentele ricevute, almeno secondo il primo responsabile del marketing di Cupertino, Phil Schiller.

La possibilità di identificare con facilità le applicazioni per un pubblico adulto potrebbe rendere più efficace l’attuale sistema per il parental control, con buona pace dei genitori degli utenti più giovani. I responsabili della società starebbero dunque valutando l’ipotesi di introdurre una nuova categoria, ma difficilmente la ventilata sezione “Explicit” farà capolino online in tempi brevi o in tempo per accogliere le nuove applicazioni per l’iPad, ormai pronto a compiere il proprio debutto sul mercato.

Nel corso delle ultime ore, la società di Cupertino ha inoltre confermato l’intenzione di distribuire il proprio tablet non solo attraverso gli Apple Store, ma anche tramite la rete distributiva di alcune società partner come il colosso Best Buy. Tale condizione dovrebbe consentire alla mela morsicata di raggiungere un maggior numero di clienti in tempi relativamente brevi, accrescendo così le potenzialità sul mercato del nuovo iPad.

Secondo Tim Cook, Chief Operating Officer di Apple, dopo aver provato il nuovo tablet i consumatori orienteranno difficilmente la loro opzione di acquisto verso un tradizionale netbook. Una dichiarazione impegnativa, dettata naturalmente dalla necessità di mantenere accesa l’attenzione verso il nuovo terminale sul quale Cupertino sembra puntare molto per conquistare nuovi spazi in un’area di mercato ancora poco esplorata. Battere la concorrenza di alcuni importanti player nel segmento netbook, come Acer e Asus, non sarà comunque semplice.

Notizie su: ,