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Yelp accusato di estorsione, pronta una class action

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Ancora una vicenda legale e ancora una class action per uno dei protagonisti del Web 2.0. Dopo la class action contro Facebook per la questione della privacy, ad essere finito adesso nel mirino delle legge americana è il portale Yelp, noto per fornire uno spazio in cui catalogare le recensioni degli utenti su vari prodotti di diversi generi.

L’accusa per il portale di recensioni social è di estorsione ai danni di una clinica veterinaria, la quale ha dichiarato di aver subito un tentativo di estorsione da parte dei responsabili del sito.

La vicenda ha avuto il via con la richiesta, fatta dalla clinica veterinaria, della rimozione di una recensione pubblicata su Yelp e ritenuta falsa e diffamatoria, una richiesta alla quale inizialmente i responsabili del portale non avevano risposto, lasciando online la recensione in questione.

Successivamente, i gestori di Yelp si sarebbero fatti sentire chiedendo il versamento di 300 dollari al mese in cambio della rimozione della recensione ritenuta diffamatoria, una somma di denaro mascherata, così afferma l’accusa, da un contratto di advertising.

Ed ecco quindi partire la denuncia, depositata presso un tribunale di Los Angeles, che riapre l’attenzione su alcune analoghe vicende accadute lo scorso anno, quando un gruppo di piccoli esercizi commerciali segnalò la richiesta di denaro fatta sotto forma di contratti pubblicitari come requisito necessario per far sparire delle recensioni negative da Yelp.

Le accuse sono state decisamente respinte dai responsabili del servizio, che si sono dichiarati estranei alla condotta contestata rifiutando la fondatezza delle accuse.

La parola adesso passerà ai giudici, saranno loro a dover chiarire la questione e a far luce su una vicenda che rischia di offuscare l’immagine di Yelp lasciando un’ombra sulla validità e la trasparenza del servizio che, tra le altre cose, è molto utilizzato negli USA e in grado di raggiungere una certa autorevolezza presso i consumatori.

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