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Street View: Google potrebbe fermare l’aggiornamento del servizio in Europa

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Qualche settimana fa la Commissione Europea aveva chiesto degli adeguamenti per Street View per tutelare la privacy dei cittadini, adesso, invece, ecco arrivare la risposta di Google, che ha minacciato di fermare le Google Car se i limiti imposti dall’UE dovessero essere confermati.

La minaccia, forse un pochino polemica e di certo non prevedibile, arriva da Mountain View con la spiegazione che, se si dovessero seguire le richieste della Commissione, per l’azienda americana non avrebbe alcun senso continuare a investire in Europa cercando di ampliare la copertura del servizio.

Le richieste oggetto della contesa sono sostanzialmente la volontà di imporre un tempo di archiviazione degli scatti in possesso a Google di soli 6 mesi a fronte dei 12 attualmente previsti da BigG e l’obbligo di annunciare, con un certo anticipo, il passaggio della Google Car nei paesi di prossima copertura del servizio.

Per Google 6 mesi sono insufficienti per garantire il rispetto della privacy dei cittadini, dato che, a suo dire, servirebbe più tempo per apportare tutte le modifiche necessarie allo sfocamento di volti, targhe di veicoli e quant’altro. Aspetti che, oltretutto, farebbero ripensare al gigante dei motori di ricerca se vale la pena continuare con la copertura del territorio europeo in funzione dei problemi che si creerebbero con la monetizzazione del servizio.

Difficile dire se le minacce di Google siano dettate da una vera volontà di bloccare l’aggiornamento di Street View in Europa dopo i tanti investimenti fatti negli scorsi mesi. Per alcuni osservatori la minaccia potrebbe solo un “pro forma” per guadagnare un certo potere nelle trattative che seguiranno durante il braccio di ferro con la Commissione UE, anche se da tutto ciò non può non trasparire un certo nervosismo dalle parti di Mountain View.

In altre parole, le posizioni di Google, negli ultimi tempi, appaiono spesso quasi intransigenti e ciò potrebbe essere dovuto alle numerose pressioni che il gruppo sarebbe costretto a sopportare in vari ambiti e da più parti, dal clamoroso “conflitto” con la Cina a quello con Murdoch e altri editori per le news online, per non parlare della battaglia relativa a Google Libri e per finire con la recente condanna di alcuni dirigenti avvenuta in Italia a causa della pubblicazione di un controverso video avvenuta alcuni anni fa.

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