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Applicazioni per il WiFi rimosse dall’App Store

Apple ha rimosso un cospicuo numero di applicativi dall'App Store per il reperimento e l'impostazione delle reti WiFi. La società avrebbe fornito pochi dettagli in merito spiazzando gli sviluppatori che avevano ricevuto il via libera dalla mela morsicata

Non sono solamente le applicazioni osé a essere nel mirino di Apple. Stando ad alcune recenti segnalazioni, nel corso degli ultimi giorni la società di Cupertino avrebbe rimosso dall’App Store un cospicuo numero di applicativi concepiti per semplificare il reperimento delle reti WiFi tramite iPhone e iPod Touch. Tali applicazioni avrebbero violato le severe regole imposte da Apple, fornendo agli utenti particolari funzionalità per gestire le impostazioni wireless non previste o fortemente limitate dalle policy della mela morsicata.

La mannaia della società di Cupertino si è abbattuta sul piccolo applicativo WiFi-Where di Three Jacks Software e avrebbe interessato anche una serie di altre applicazioni tra le quali spiccano WifiTrak, WiFiFoFum, yFy Network Finder, WiFi Get, eWifi e WiFi Analyzer apparentemente rimosse dall’App Store nel corso delle ultime ore. Un’operazione di pulizia in piena regola, che ha naturalmente destato le proteste degli autori delle applicazioni, sorpresi dall’intransigenza di Apple e dalla sostanziale mancanza di informazioni sulle reali motivazioni che avrebbero indotto i responsabili della società al nuovo giro di vite sull’App Store.

«Si tratta davvero di qualcosa di frustrante. WifiTrak e WiFiFoFum sono comparsi nell’App Store fin dall’inizio, e per molto tempo nessun’altra applicazione del genere ha fatto la propria comparsa. Ci sono voluti mesi di tentativi e riprove prima che WiFi-Where venisse accettato. A partire dal novembre 2009, abbiamo notato la comparsa di queste nuove applicazioni. Abbiamo considerato ciò come un indizio sulla possibile decisione di Apple di consentire le applicazioni WiFi, e abbiamo avviato una nuova richiesta per WiFi-Where che è stata poi approvata nel mese di gennaio 2010» raccontano i responsabili di Three Jacks Software nel loro spazio online.

A distanza di alcune settimane dall’approvazione, il piccolo applicativo per reperire le reti WiFi disponibili è stato rimosso dall’App Store insieme ad altre applicazioni analoghe. Non potendo distribuire il proprio prodotto attraverso il canale ufficiale, Three Jack Software ha deciso per ora di offrire WiFi-Where agli utenti in possesso di un iPhone o iPod Touch con jailbreak.

Secondo alcuni osservatori, la vicenda dimostra ancora una volta quanto le politiche adottate da Apple per il proprio sistema di distribuzione delle apps siano poco chiare e coerenti, un problema segnalato già in passato dagli sviluppatori e fonte di numerose polemiche. La vicenda WiFi giunge del resto ad alcuni giorni di distanza dalla decisione di Cupertino di porre un freno alle applicazioni osé, apparentemente per rispondere alle proteste giunte da un cospicuo numero di utenti. In pochi giorni la società ha rimosso circa 5mila applicazioni con contenuti espliciti, principalmente legati alla sfera sessuale, senza fornire particolari informazioni sui criteri adottati per rimuovere alcuni applicativi e lasciarne altri nell’App Store.

La scelta dei responsabili di Apple non è stata apprezzata dagli sviluppatori, che hanno ravvisato notevoli disparità di trattamento nella rimozione – ritenuta arbitraria – delle applicazioni osé. Per risolvere alla radice il problema era stata ventilata la possibilità di introdurre una nuova categoria “Explicit” nell’App Store, ma la società di Cupertino sarebbe ritornata rapidamente sui propri passi accantonando per il momento tale opzione. Dopo l’eliminazione di alcune migliaia di applicazioni a luci rosse e di numerosi applicativi per il WiFi, gli sviluppatori si interrogano sulle prossime possibili mosse della mela morsicata. Il clima di incertezza potrebbe rivelarsi controproducente per un sistema che fino a ora ha consentito di distribuire oltre 3 miliardi di applicazioni.

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  • http://www.potamocheri.eu/blog/ Ted

    Il problema App Store sta scoppiando definitivamente. Tutte le apps per iPod/iPhone passano da lì e la Apple, dove la Apple ha potere di veto assoluto. Credo che questa sia una patata bollente destinata a finire nella mani della commissione UE, più o meno com’è successo per IE. L’iPhone ha ormai una fetta di mercato molto più ampia dei computer Mac. Il mercato non può essere così vincolato.

  • dab

    Ennesimo colpo di “mannaia” di Apple sul suo store: lei comanda, lei decide…alla faccia di aziende che hanno investito soldi e si trovano l´applicativo cancellato dallo store per motivi discutibili o perché Apple a un certo punto ha cambiato politica…eppure é cosí “cool” sto aifon…

  • Jepessen

    Che c’entra la Commissione Europea… questo store è fatto solo per iPhone, con un contratto ben definito dove c’è pure scritto che ti possono togliere l’applicazione quando vogliono loro… Quindi o così o altri lidi…

  • http://www.colombom.altervista.org Marco

    Questi sono i “problemi” che si incontrano da una società chiusa come è apple.. Piuttosto che spendere 600? per un 3GS prendo un N1, cosa che ho già fatto e mi trovo benissimo!

  • Stefano

    Bé, non ne vado la novità… è sempre stata così la Apple, restrittiva sul funzionamento software, di hardware strettamente proprietario, e spesso scoraggiante verso i produttori di applicazioni (basta vedere il caso Flash vs iPad di un mese fa), così da mantenere la propria leadership anche sul mercato software.

    In generale, chi compra Apple (n.b. non parlo di iPhone, ma del marchio in generale) deve spesso comprare da Apple anche il software, poiché agendo così la concorrenza rimane poca, e sono tutti $ in più in tasca a loro… Si chiamano politiche di mercato… Avete scelto un marchio, conoscete il suo modo di agire e l’avete comunque preferito, ora non stupitevi se segue le proprie linee guida…

    Almeno, io la vedo così perché così credo sia da almeno trent’anni, e nessuna commissione o antitrust glielo ha finora impedito, non credo lo farà ora…

  • hexaae

    Quoto Stefano.
    Normale policy dell’Imperatore Steve Jobs.

  • marco

    apple è destinata a morire se persevera con questa politica del tutto chiuso e controllato. Non si rende conto che android cresce a dismisura?