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Recensione del Nexus One: l’interfaccia

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Nella seconda parte della recensione, diamo un’occhiata da vicino a come è strutturata l’interfaccia Android del Nexus One.

Il telefono mostra cinque diverse schermate, su ognuna delle quali si possono inserire le icone delle applicazioni o dei widget, piccole applicazioni in grado di fornire informazioni o effettuare basilari comandi. Tra quelli di fabbrica, ci sono il widget per la ricerca, che effettua la ricerca sia online che all’interno del telefono (musica, contatti, e così via), quello per Facebook, e quello per il meteo. Quest’ultimo fornisce sia informazioni sul tempo che sulle news. Il widget legge automaticamente la nostra posizione tramite GPS o tramite le celle GSM per sapere dove ci troviamo e per fornire informazioni locali. Allo stesso modo funziona l’orologio, che si reimposta non appena cambiamo fuso orario. Durante le prove abbiamo attivato e usato il telefono in tre diversi fusi orari e non abbiamo mai dovuto regolare l’orologio.

Dei vari widget probabilmente il più utile è quello per il risparmio energetico, che permette con un tocco di accendere e spegnere Bluetooth, WiFi e sensore GPS. Il widget controlla anche la luminosità dello schermo (la cui intensità può essere sia manuale che automatica) sia l’accensione della modalità sincronizzazione. Quando questa modalità viene spenta, il controllo della posta e la sincronizzazione dei contatti deve essere fatta manualmente, anche se è molto più pratica la soluzione banale di accendere di tanto in tanto la sincronizzazione per qualche minuto piuttosto che avviare le singole applicazioni e forzare a mano un update.

Abbandonando per un attimo i comandi dello schermo, all’esterno del Nexus One troviamo in alto un pulsante per l’accensione del monitor. Lo stesso pulsante, tenuto premuto, controlla la modalità aereo, la modalità silenziosa e permette di spegnere il telefono. Di lato c’è il controllo volume, e in basso c’è una trackball cliccabile utile sia per scorrere immagini o una pagina Web, sia per spostare con precisione il cursore quando si scrive un testo. La trackball funge anche da spia e si illumina per i nuovi eventi, come l’arrivo di un’email o un avviso da parte di un’applicazione. Le applicazioni possono usare la barra di stato in alto per segnalare il proprio stato o per altre comunicazioni. La barra di stato può essere trascinata verso il basso aprendo una tendina che contiene l’elenco di tutte le segnalazioni, raggruppate tra “notifiche” (che possono essere cancellate) e “in corso” (ad esempio una chiamata, o un download non ancora terminato).

Come da specifica Android, alla base dello schermo troviamo altri quattro tasti: Indietro, Menu, Home e Cerca. Sul Nexus One questi tasti sono sensibili al tocco, al pari dello schermo. Abbiamo notato che per attivarli occorre premerli leggermente più in alto di quanto l’intuito suggerisce. Non è da escludere che si tratti di una precisa scelta costruttiva per evitarne la pressione accidentale. Viene naturale infatti appoggiare la mano o reggere il telefono utilizzando la zona subito al di fuori dello schermo. Provenendo dal mondo Apple, tutto lo schermo sembra in realtà sensibile più in alto del dovuto, ma dopo due settimane di utilizzo, quando si torna ad usare un iPhone o un iPod Touch, sembra che lo schermo di questi ultimi sia troppo sensibile verso il basso. Questione di abitudine. La pressione di questi tasti è sottolineata dalla vibrazione del telefono. La stessa vibrazione può essere abilitata anche per la tastiera onscreen, fornendo un feedback silenzioso.

Le funzioni dei quattro tasti sono le solite del mondo Android.

  • Il tasto Indietro permette di ritornare alla precedente schermata, qualunque essa fosse, anche passando attraverso più applicazioni: se ad esempio da un’applicazione abbiamo aperto un link nel browser, premendo il tasto indietro torneremo alla precedente applicazione;
  • Il tasto Menu mostra ulteriori funzioni messe a disposizione dalle applicazioni. Tenendolo premuto si forza invece la comparsa/scomparsa della tastiera a schermo;
  • Il tasto Home ritorna alla schermata centrale del telefono. Tenendolo premuto, invece, mostra le ultime sei applicazioni utilizzate. Questo è l’unico tasto che ha sempre la stessa funzione indipendentemente dall’applicazione;
  • Il tasto Cerca avvia ricerca all’interno dell’applicazione, oppure se questa operazione non è supportata, effettua la ricerca generale su tutto il telefono. Tenedo premuto il pulsante si attiva la ricerca vocale: la voce viene analizzata tramite un speech-to-text, e il risultato viene interpretato per una ricerca su Google o per svolgere alcune funzioni elementari (ad esempio “Call Maggie”). Risultati accettabili si ottengono solo in inglese.

In molti criticano la presenza di così tanti pulsanti in contrapposizione all’unico pulsante Home a cui ci ha abituato l’iPhone. In realtà, tempo un paio di giorni per farci l’abitudine, diventa molto comodo avere dei pulsanti che si comportino coerentemente nelle diverse applicazioni. Un solo tasto avrebbe messo gli sviluppatori nella condizione di mettere l’accesso alle impostazioni o la funzione Indietro in posizioni diverse per ogni applicazione.

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