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Nestlé e la protesta di Greenpeace su Facebook

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Che strumento fantastico i social network. Rappresentano l’anello, fino a qualche anno fa mancante, che collega aziende di rilevanza mondiale con il potenziale consumatore o acquirente finale, fornendo così un mezzo promozionale estremamente efficace, ma al tempo stesso esponendo realtà altrimenti intoccabili al giudizio e alle critiche dell’intera community di netizen.

Ecco quanto sta accadendo sulla pagina ufficiale Facebook di Nestlé, in seguito alla campagna di protesta lanciata da Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema relativo all’impiego dell’olio di palma nella produzione dello snack Kit Kat.

Secondo l’organizzazione non governativa, Nestlé acquisterebbe la materia prima da aziende responsabili della devastazione della foresta pluviale indonesiana, che giorno dopo giorno minacciano sempre più la sopravvivenza delle popolazioni locali e spingono inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione.

Per questo motivo migliaia di utenti hanno espresso il proprio dissenso verso le pratiche dell’azienda, ricoprendo la bacheca di Facebook di messaggi critici, ai quali Nestlé ha risposto in modo decisamente poco professionale:

Per favore, è come se fossimo qui a censurare qualunque cosa per conservare solo i commenti positivi.

Avete la libertà di parola ed espressione, ma qui ci sono alcune regole imposte da noi, così come accade su qualsiasi forum per mantenere l’ordine.

Grazie per la lezione di buone maniere, ne terremo conto, ma questa è la nostra pagina e siamo noi a dettare le regole. È sempre stato così.

Accortasi del clamore suscitato dalla vicenda, la multinazionale svizzera ha comunque in un secondo momento provato a placare gli animi, comunicando il proprio impegno nell’adottare in futuro comportamenti più rispettosi verso l’ambiente e nei confronti delle specie animali coinvolte nei processi produttivi. Entro il 2015, anno in cui si prevede saranno disponibili sufficienti quantitativi di olio di palma certificato come “sostenibile”, Nestlé modificherà le proprie strategie di approvvigionamento della materia prima per la produzione degli snack.

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