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Domini Internet in lingua nativa: approvati altri cinque alfabeti

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Prosegue la strada che dovrebbe portare a un’apertura del Web verso l’utilizzo di alfabeti contenenti caratteri non latini nella composizione dei domini Internet.

L’ente mondiale che regola la distribuzione e la struttura stessa degli indirizzi Internet, ovvero l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, meglio conosciuto con l’acronimo ICANN, ha infatti approvato l’aggiunta di altri cinque alfabeti che potranno essere impiegati nella digitazione di un indirizzo Internet.

A ricevere l’approvazione al loro impiego sono, quindi, il cinese usato a Hong Kong, il singalese e il tamil per lo Sri Lanka, il thai per la Thailandia e l’arabo per il Qatar, la Tunisia e i territori Palestinesi.

Le novità di questa settimana seguono l’approvazione di due mesi fa che ha visto dare l’ok all’impiego del cirillico per la Russia e dell’arabo per l’Egitto, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita.

Queste decisioni vanno sicuramente nella direzione di far diventare Internet un media internazionale ma in grado, allo stesso tempo, di salvaguardare il patrimonio culturale e la tradizione dei singoli paesi, i quali finora erano obbligati a usare caratteri non derivanti dal proprio alfabeto per poter accedere al Web, cosa che limitava non poco l’accesso alle fasce di utenti meno avvezze con i caratteri dell’alfabeto latino.

Di contro, c’è chi lamenta come queste regionalizzazioni di Internet ne stravolgono un po’ la natura di piattaforma trasversale e universale, lamentando il fatto che in questo modo si creano delle “isole” accessibili a pochi e chiuse al resto del mondo, ovvero a quanti non conoscono i caratteri degli alfabeti locali.

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