QR code per la pagina originale

Dopo Google, anche Go Daddy lascia la Cina

,

La vicenda tra Cina e Google non finisce mai di far parlare di sé e, esattamente come accade per il migliore degli sceneggiati televisivi, le sorprese e i colpi di scena sono all’ordine del giorno.

L’ultimo aggiornamento di ieri lasciava la vicenda in attesa di una mossa da parte del governo cinese, ancorato sulle proprie posizioni ma senza aver fatto alcun passo concreto dal punto di vista pratico a seguito dell’escamotage, se così si vuol chiamarlo, adottato da Google, che ha deciso di dirottare tutto il traffico verso il suo sito cinese sui server di Hong Kong, uscendo ufficialmente dal mercato cinese ma rimanendoci in realtà a livello pratico.

Adesso, arriva notizia che anche un’altra azienda americana impegnata in Cina sarebbe sul punto di fermare le proprie attività sul mercato mandarino. L’intenzione di Go Daddy, azienda tra le più importanti al mondo nel settore della registrazione di domini Internet, è infatti quella di bloccare la registrazione di domini “.cn”, a causa delle troppe pressioni subite da parte del governo di Pechino.

Secondo Go Daddy, quindi, sarebbero non accettabili le richieste di spiegazioni e i resoconti dettagliati che la Cina è solita chiedere per ogni registrazione di un nuovo dominio con suffisso cinese, rendendo piuttosto macchinoso e, a quanto pare, probabilmente “irritante”, il lavoro della società.

A tutto ciò si aggiunge che la stessa Go Daddy è stata una delle aziende coinvolte nei famosi cyber-attacchi di cui è rimasta vittima, avvenuti sul finire dell’anno passato e che sono stati la scintilla che ha fatto esplodere il caso in tutta la sua portata.

Questo insieme di cose ha quindi convinto anche Go Daddy per un suo “ritiro” dalla Cina e ciò non può che assumere un rilievo importantissimo nella partita a scacchi di cui parlavamo ieri che si sta giocando tra Google e Cina o, come sottolineano alcuni, tra la Cina e gli stessi Stati Uniti, viste le pressioni politiche arrivate da più parti, con l’ultima uscita, arrivata per voce del Repubblicano Chris Smith, il quale ha apertamente lodato le decisioni di Google e Go Daddy chiedendo un’analoga linea da parte delle altre aziende americane presenti in Cina, tra cui Microsoft.

Adesso sarà da valutare quale impatto avrà la decisione di Go Daddy, dato che il rischio, per le autorità cinesi, è che la mossa di Google generi un vero e proprio effetto domino capace di dare un duro colpo a tutto il Web del paese, con possibili e serie ripercussioni sullo sviluppo stesso della Cina.

Notizie su: