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Charlie Miller: sconfortato dalla sicurezza

Charlie Miller, ancora una volta re della CanSecWest grazie ad un nuovo exploit su Safari, ha lamentato gli scarsi passi avanti della sicurezza: annunciati 20 bug scoperte in prodotti Microsoft, Apple e Adobe, ma i gruppi dovranno trovarseli da sé

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Charlie Miller è sinonimo di Pwn2Own, l’hacking contest della CanSecWest. Charlie Miller è sinonimo di bug e di ricerca. Ma la sua ricerca è arrivata ad un corto circuito. È egli stesso ad ammetterlo, confidando un certo sconforto per il modo in cui il mondo della sicurezza si è appiattito limitando l’evoluzione ad un gioco a “guardia e ladri” tra scoperta dei bug e rilascio delle patch.

Charlie Miller spiega che, usando semplicissime tecnologie, è riuscito a scovare oltre una ventina di bug in prodotti Microsoft, Apple e Adobe. Trattasi di poche righe di codice autoprodotto, un sistema che si propone di mettere alla prova i vari applicativi con procedure automatiche di test. Il “dumb fuzzer”, così è denominato il sistema, permette di inserire dati tramite apposito bot per valutare dove e se il sistema fallisce nell’elaborazione. Tutte cose che già i produttori utilizzano ma, secondo Miller, poco e male.

Il ricercatore si dice pronto a svelare il peccato, ma non il peccatore: sebbene abbia rivelato la scoperta dei bug, infatti, non intende diramare ulteriori dettagli per evitare di mettere a rischio l’utenza. Ed i bug non saranno rivelati nemmeno ai produttori: Miller intende piuttosto spiegare come trovare i problemi per far sì che ogni produttore adotti le tecniche migliori per analizzare i propri codici e risolvere ogni problematica emergente in autonomia.

«Trovo bug, molti bug. È una cosa sorprendente e sconfortante». Perchè grandi gruppi come Microsoft, Apple e Adobe, pur avendo team dedicati alla sicurezza, non riescono a tarpare in anticipo quelle falle in cui Miller puntualmente inciampa? L’annuncio di Miller ha lo scopo di costringere i team dei tre gruppi a moltiplicare gli sforzi: una volta spiegato il metodo, infatti, dovranno confrontarsi con la ricerca poiché messi sotto pressione da una ventina di bug a tutt’oggi in bilico.

Una falla è stata invece rivelata. Scoperta con le stesse tecnologie spiegate nell’intervista, è stata sfruttata per affondare un MacBook Pro tramite Safari. Si è trattata però di una dimostrazione con un fine specifico: 10000 dollari e la conferma di essere il re del Pwn2Own.

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