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iPad, il business prende forma

Samsung firma accordi per la produzione degli schermi. Il Wall Street Journal formalizza i prezzi degli abbonamenti. Gli inserzionisti firmano i primi investimenti. L'iPad sta per arrivare e il business circostante sta prendendo forma

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L’iPad sta per arrivare. Tra pochi giorni sarà in distribuzione negli Stati Uniti ed a fine mese sarà anche in Italia. Affinchè l’iPad non sia una scatola vuota, però, Apple ha bisogno di contenuti e su questi sta trattando ormai da mesi. Ora, a pochi giorni dall’esordio, i primi dettagli iniziano a scaturire. E giungono da fonti di forte attendibilità, nel classico meccanismo del rumor per ingolosire ad anticipare l’annuncio per vendere.

Si viene dunque a sapere dal Wall Street Journal che il giornale stesso sarà “probabilmente” in distribuzione sull’iPad al costo di 17.99 dollari al mese. Il calcolo è presto fatto: se un abbonamento annuale costa in media 349 dollari per 52 settimane, il costo dell’abbonamento in versione cartacea è pari a 29 dollari al mese (circa un dollaro al giorno). La differenza tra la versione stampata e quella scaricata sull’iPad è pertanto pari a 11 dollari, cifra (a rigor di logica) comprensiva dei costi decurtati di stampa e distribuzione.

Altre riviste potrebbero proporre formule differenti, offrendo pagine gratuite come specchietto per le allodole o vendendo singoli numeri invece di interi abbonamenti. Trattasi di un corollario variegato di esperimenti: ancora non si sa quanti acquisteranno l’iPad, quanti sceglieranno formule alternative e quanti preferiranno invece il gratis della rete alla comodità del tablet. Quel che è chiaro è il fatto che anche l’advertising avrà una forte voce in capitolo: Coca Cola e FedEx (assieme ad altri inserzionisti ancora non citati) fanno già parte del novero di quanti investiranno sugli esordi del Wall Street Journal sul tablet di Cupertino con investimenti fin da subito nell’ordine delle centinaia di migliaia di dollari. Le opportunità anche in tal senso saranno valutabili soltanto in seguito, ma la ricchezza multimediale ed interattiva dell’esperienza permessa dal tablet sembra poter essere una forte attrattiva per gli inserzionisti pronti a fare il grande passo fuori dal cartaceo e verso la dimensione digitale della tavoletta touchscreen.

Se per ogni mese di abbonamento al Wall Street Journal su iPad si risparmiano 11 dollari rispetto alla versione cartacea, l’ammortamento della spesa iniziale del tablet viene spalmata nel giro di circa 50 mesi (la versione base dell’iPad è in prevendita al costo di 499 dollari). Tale valutazione va però arricchita di tutto il resto dell’offerta raggiungibile dal dispositivo: l’acquisto di libri ed intrattenimento potrebbero offrire ulteriore vantaggio, portando così ulteriore valore all’interno di un prodotto che sembra sempre di più una scelta di campo: essere non essere digitali. O quantomeno esserlo o non esserlo salendo sul carro di Cupertino.

L’esordio sarà molto importante: dai risultati conseguiti dall’esperimento di nomi quali Wall Street Journal o Conde Nast dipende gran parte del futuro prossimo dell’editoria, pronta a buttarsi in nuove avventure, ma timorosa di non indovinare la giusta alchimia nell’incontro con la propria utenza.

Apple, intanto, ha firmato un accordo da 240 milioni di dollari con Samsung per la produzione degli schermi utilizzati dagli iPad, accordo in precedenza già conseguito anche con LG. Il business ha preso il via, insomma: ai produttori è garantita la commessa, ad Apple il controllo dell’ecosistema, agli editori una piattaforma da sfruttare ed agli inserzionisti una nuova tipologia di advertising da mettere a frutto. Il 3 Aprile i meccanismi verranno avviati, per il bene dell’intero circuito economico coinvolto.

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