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Buona Pasqua, buon iPad

Meno uno. Manca un giorno all'arrivo dell'iPad. Mesi di rumor e di ipotesi hanno trasformato il tablet di Cupertino nella terra promessa dell'editoria, nel non plus ultra della mobilità e nella mannaia per Adobe Flash. In Italia arriverà a fine mese

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Il countdown è arrivato a -1. La Pasqua porterà nel limbo per qualche giorno l’evento, ma negli Stati Uniti il fermento è invece ai massimi livelli: il giorno dell’iPad è vicino. Mentre gli italiani si metteranno in fila sulle autostrade, in America sperano di non trovare le file davanti agli Apple Store (anche se a quanto pare una prima poltroncina sarebbe già stata segnalata). E tra pochi giorni sarà una selva di commenti e controprove, iPad sbriciolati nei frullatori e prove di raschiamento sullo schermo. La macchina è in moto e non si fermerà, ma in Italia la vivremo appieno dopo Pasqua e Pasquetta. Prima viene l’uovo, poi l’iPad.

Gli italiani troveranno molte sorprese nell’uovo, ma non ancora l’iPad: in Italia arriverà a fine mese in concomitanza con il lancio internazionale. Gli occhi sono però tutti puntati sugli USA, poichè la spettacolarizzazione del lancio è da sempre loro prerogativa. Tutti hanno ancora negli occhi le persone accampate sulla 5th Avenue a New York quando l’iPhone arrivò con la sua magia, e a distanza di pochi anni il telefono gigante fatto a tablet pc l’utenza è nuovamente pronta a meravigliarsi. Anzi, più che predisposizione è desiderio: la crisi economica aveva riportato il computing ai netbook, un passo indietro in quanto a generosità di spazio, livello di performance e possibilità di elaborazione, ma ora v’è una nuova suggestione a solleticare l’istinto all’acquisto.

Cosa rappresenti davvero il nuovo iPad non è dato a sapersi. Gli americani lo hanno visto in “Modern Family” ed al “David Letterman Show”, ne avvertono la presenza su quotidiani e siti web grazie alle prime recensioni, ma soltanto tra qualche ora potranno vederlo materializzarsi nelle mani dell’uomo della strada.

Non lo si vedrà ancora per le strade: la prima versione distribuita è quella Wifi-only, dunque utile soltanto sotto copertura casalinga, presso reti pubbliche o presso zone aeroportuali (notoriamente predisposte). Entro poche settimane arriverà anche la versione 3G e l’iPad sarà definitivamente sdoganato.

Quando il countdown è arrivato a -1 la certezza è una soltanto: quando Steve Jobs preannuncia una “next big thing” il meccanismo promozionale scatenato è perfetto per definizione. La sola promessa del dispositivo ha smosso gli editori verso nuove proposte, ha messo in crisi l’identità di Flash, ha modificato il rapporto tra Amazon ed i propri partner ed ha calamitato le attenzioni degli sviluppatori di applicazioni. L’elenco degli “iPad Ready” è pronto e conta nomi quali CNN, Reuters, New York Times, Vimeo, Time e molti altri. Da inizio anno ad oggi non si è parlato d’altro che di tablet e di qui alla fine del 2010 ci si attendono già vendite nell’ordine di qualche milione di unità (non solo iPad, ma anche JooJoo, Slate e tutto il resto dell’offerta in arrivo).

Quel che sta nascendo è un nuovo modo di accedere alla rete, ma anche un nuovo modo per concepire la rete stessa. Quel che sta per succedere è qualcosa di potenzialmente rivoluzionario, ma non in senso evolutivo: la rete non sta per migliorare, ma sta cambiando il modo in cui l’utenza vi si relazionerà. Nei prossimi giorni metteremo in mano l’iPad alla “casalinga di Voghera” e tenteremo di capire se il tablet sia più adatto a lei o a utenza geek.

Tutto questo quando il countdown è a -1. Buona Pasqua. Buon iPad.

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