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Belen, Così fan tutte 2 e altre leggende metropolitane

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Un uomo vestito da Batman che si lancia da un armadio sul letto dove lo attende la propria partner legata, manca il bersaglio e sbatte e perde i sensi. Un alligatore albino nelle fogne di New York. L’esercito rumeno che sbarca a Tahiti invece che ad Haiti. Belen Rodriguez che decide di diventare la protagonista di “Così fan tutte 2” o di un improbabile “Belen e la bestia” di Tinto Brass.

Qualcuno le chiama leggende metropolitane, altri più volgarmente “bufale“, i più informati sulle teorie della comunicazione potrebbero azzardare il termine “fattoidi“. Proprio questo termine calza a pennello alla storia di Belen e Tinto Brass, una storia creata ad arte nella redazione di oneBlog il primo aprile per far sorridere e per partecipare agli “april fools”, ma diventata una realtà “possibile” grazie alla gran cassa mediatica che l’ha amplificata senza curarsi affatto di verificarne l’autenticità.

Se riprendiamo la definizione data da Wikipedia, capiamo che il termine fattoide è proprio quello giusto per il pesce d’aprile su Belen e “Così fan tutte 2”:

Un factoid è una realtà dubbia o falsamente-verificata, errata, o una dichiarazione fabbricata, formata e affermata come un fatto, ma senza alcuna veridicità

Ecco, di questo si è trattato, ma a giudicare da quanti hanno ripreso il post pubblicato su oneCinema, la cosa non è stata capita. La blogosfera (sarà corretto chiamarla ancora così?) ha abboccato all’amo in modo assolutamente “acritico” (molto poco “smart”) e ha formato la cassa di risonanza necessaria a far diventare realtà qualcosa di palesemente falso, spingendo la bufala addirittura sui media tradizionali (Italia 1 e Rete4, tanto per dire due reti televisive).

Tutto questo fa capire come inventare di sana pianta un fattoide sia molto semplice nel Web 2.0 e come la buona abitudine di verificare le fonti (cosa sacrosanta per chi fa informazione) sia qualcosa “troppo 1.0”. Non parliamo poi della “netiquette” (altra parola un po’ troppo 1.0, no?) di linkare le proprie fonti (come ricorda Giacomo su WebNews), una espressione di “buon vicinato” che sta sempre di più scomparendo nel grande “condominio” che vede pericolosamente uniti blog/social/network/media tradizionali…sempre più a rischio di brutte figure.

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