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Il falso Facebook su iPad era un successo

L'applicazione Facebook Ultimate è stata esclusa dall'App Store poichè in violazione del trademark del social network. La denuncia Facebook sfocia però nello sconcerto dello sviluppatore tagliato fuori il quale spiega le incongruenze della situazione

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I primi acquirenti dell’iPad hanno cercato tra le applicazioni disponibili Facebook. Ed era inevitabile: dato il successo del social network, la community dei primi utenti iPad ha cercato in massa un modo per “toccare” il proprio account e seguire anche da iPad la propria bacheca. Facebook, però, ancora non ha predisposto una propria applicazione ed il vuoto così lasciato è stato occupato da chi non ne aveva il diritto. Con grande successo di pubblico e di introiti.

L’applicazione prendeva il nome “Facebook Ultimate“. Durante le prime ore dell’iPad sul mercato sono state scaricate 1 milione di applicazioni e quella relativa a “Facebook Ultimate” è risultata essere la settima più cliccata. L’applicazione ha fatto incetta di recensioni con voti minimi e raccomandazioni per evitare ad altri il download, ma a poco è servito: i click sono continuati in massa ed al costo di 2.99 dollari per ogni download. Il successo è però presto diventato un boomerang: Facebook ha denunciato lo sviluppatore per violazione di trademark e l’applicazione è stata conseguentemente rimossa dall’App Store per violazione delle regole del marketplace di Cupertino.

“Dil”, l’autore dell’applicazione messa all’indice ha reso nota anche la versione della campana opposta: lo sviluppatore si difende ricordando di aver proposto l’applicazione vari mesi or sono e di aver seguito la nomenclatura già usata anche da altre applicazioni parallele (Facebook Chat, Facebook Icons, Facebook Realoaded, eccetera). Anche il logo è stato modificato per non incappare in problemi. Ciò nonostante, il successo è stato probabilmente eccessivo e Facebook è voluto correre ai ripari: l’applicazione è stata rimossa e, così facendo, il social network si è probabilmente ritagliato nuovamente il proprio spazio per poter giungere senza possibili confusioni sul tablet che sta tentando la scalata al mercato.

Lo sviluppatore esprime particolare sdegno per la situazione. L’applicazione era infatti già stata approvata e nessuno in seguito ha comunicato l’avvenuta esclusione dall’App Store. Facebook potrebbe presto sfoggiare la propria applicazione per il tablet e l’iniziativa ostile nei confronti di “Facebook Ultimate” è probabilmente un modo rapido ed efficace per spianare la strada ed evitare che parte dell’utenza possa avere un’esperienza negativa sul network evitando in futuro di provare l’eventuale applicazione ufficiale. Il trademark ha in tal senso funzione strumentale, permettendo di difendere il brand facendosi largo tra le applicazioni non utili alla causa. Per lo sviluppatore rimane il gusto amaro di una esplosione rapida ed inutile, scivolata presto in una esclusione causata paradossalmente dall’eccessivo successo conseguito.

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