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Telecom Italia, il caso Sparkle va a bilancio

Telecom Italia ha presentato il bilancio 2009 indicando utili in forte calo rispetto all'esercizio precedente, ma con un dato finale al di sopra delle attese degli analisti. Accantonati 570 milioni di euro per evitare il commissariamento dell'azienda

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Il bilancio 2009 (pdf) ha evidenziato per Telecom Italia un utile netto di 1581 milioni, in calo di 596 milioni rispetto all’esercizio precedente. Trattasi comunque di un dato al di sopra delle stime, attestatesi alla vigilia a quota 1,2 miliardi. Milano Finanza motiva il dato parlando «della svalutazione dell’avviamento attribuito a Hansenet, delle maggiori imposte di competenza dell’esercizio e per il venire meno di alcuni benefici fiscali».

«L’utile ante imposte si è invece attestato a 3.339 milioni (+15,4%), i ricavi a 27,163 miliardi di euro, -6,3% sul 2008 e l’Ebitda a 11,115 miliardi (+0,2%). E se il free cash flow operativo 2009 è risultato pari a 6,298 miliardi, +662 milioni sul 2008, il debito finanziario netto è salito a 34,747 miliardi da 34,039 miliardi». Spiega Franco Bernabè, Amministratore Delegato del gruppo: «La capacità di recuperare efficienza ha permesso al gruppo di raggiungere gli obiettivi di profittabilità e consente di guardare al 2010 con maggiore serenità». Il recupero dell’efficienza e della redditività delle attività aziendali tramite il controllo dei costi ha permesso il rientro in canoni migliori rispetto al passato, configurando pertanto secondo l’AD un nuovo punto di partenza.

Tra i dettagli più importanti comunicati nel contesto della presentazione del bilancio figura il tesoretto da 570 milioni di euro accantonato a garanzia degli illeciti contestati dalla magistratura. Il caso Telecom Italia Sparkle ha infatti costretto il gruppo ad una manovra di emergenza utile ad evitare il commissariamento ed il pericolo di una scomoda sospensione delle attività aziendali. L’accantonamento, unitamente alla sospensione di tutti i dirigenti implicati nel caso, ha convinto gli inquirenti ad evitare misure drastiche che avrebbero potuto pesare in modo incisivo sull’azienda.

«Quanto al piano industriale prevede nel 2010 ricavi organici in calo del 2/3%, un Ebitda organico stabile, investimenti industriali a 4,3 miliardi e un debito netto rettificato a 32 miliardi. Mentre per il 2012 la società stima un incremento medio annuo dei ricavi dell’1%, un Ebitda a 12 miliardi e un indebitamento netto rettificato a 28 miliardi». Chiude Bernabé: « Il 2009 è stato un anno di grandi sfide caratterizzato da una profonda crisi economica e, per quanto riguarda Telecom Italia, da importanti cambiamenti organizzativi e commerciali. Le azioni intraprese quest’anno dalla società ci permetteranno di affrontare le sfide future. Continueremo a focalizzarci sul controllo dei costi operativi e degli investimenti che si concentreranno sui settori di business più remunerativi».

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