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USA: la pirateria fa bene all’economia

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Il PRO-IP Act è una legge statunitense, approvata nel 2008, che ha rinforzato le misure penali e civili contro chi infrange i diritti di proprietà intellettuale. Fra le altre cose, però, prevedeva di dare istruzioni al GAO (Government Accountability Office) affinché venisse quantificato il danno economico della pirateria all’industria americana tramite un’analisi attenta e indipendente.

La novità è che questa analisi ha portato a dei risultati contraddittori con lo stesso spirito della legge.

Non soltanto infatti si ribadisce, in linea con centinaia di voci nella società civile, l’incalcolabilità materiale dei danni subiti dall’industria dello spettacolo e la parzialità di tutte le analisi condotte da agenzie legate a quest’ultima, ma si dilunga anche sugli influssi positivi che la pirateria comporterebbe al complesso della struttura economica del paese.

I vantaggi economici interessano un po’ tutti, dalla stessa industria dello spettacolo che guadagna attraverso il merchandising, alle aziende che producono router, servizi per Internet o lettori MP3.

Si dirà che il GAO ha, di fatto, scoperto l’acqua calda. Allo stesso tempo, però, si tratta di uno sbugiardamento ufficiale delle tesi “protezioniste” che si spera abbia, finalmente, una ricaduta positiva nelle politiche, per lo più ottuse, di lotta alla pirateria.

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