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Accostamenti

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Nella giornata di ieri era in atto a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo. Discorsi approfonditi, teoremi, idee, prospettive.

Poi le note vicende politiche hanno portato ad una intervista ad un direttore di una importante testata nazionale. E nell’intervista v’era una inquadratura significativa: una scrivania colma di fogli di carta, una vecchia macchina da scrivere in bella mostra ed un fondale fatto di grandi tomi dal dorso lucido e dall’allineamento perfetto.

Due immagini diverse, nello stesso giorno, che stridono. Ed è uno stridere formativo, perchè le immagini televisive sembrano essere una caricatura del giornalista, nel quale tutti i difetti di una vecchia struttura vengono tratteggiati in un quadretto che appare tanto decadente da apparire volutamente ironico.

Chissà come sarà l’inquadratura dell’ufficio di un direttore di giornale del futuro. Probabilmente il fondale sarà meno invadente e la scrivania sarà più sgombra. Probabilmente ci sarà uno schermo, oppure un tablet. Probabilmente il direttore avrà un ruolo diverso ed il giornale sarà qualcosa di molto differente.

Per arrivare a tutto ciò, però, occorre ora sopportare immagini che stridono di un passato che se ne va e di un futuro che arriva.

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