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E se il Web venisse tassato?

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Non è una provocazione, ma una proposta della Federazione italiana editori giornali (Fieg). L’editoria nostrana è in crisi, e il Governo nel 2009 non ha proposto misure idonee a fronteggiarla, con la conseguenza che la raccolta pubblicitaria nel 2009 è calata dell’oltre il 16% per i quotidiani e molto di più per i periodici.

Anche il Web ha fatto la sua parte, perché la carta stampata non è più da tempo il punto di riferimento dell’informazione.

Dunque, che fare? Soluzioni ce ne possono essere molte, ma nulla di immediato purtroppo, ecco dunque la proposta choc.

Se il Web, e in particolare i motori di ricerca permettono di accedere alle notizie gratuitamente, nell’attesa di trovare una forma correttiva (notizie a pagamento?), tassiamo chi possiede una connessione Internet, queste in succo le parole del presidente della Fieg, Carlo Malinconico.

Non sarebbe una misura definitiva, ma una tassa per un tot d’anni, in maniera da poter disporre di un fondo per far respirare un po’ l’editoria italiana.

La tassa non sarebbe esosa, diciamo il valore di un caffè al mese, dunque circa 1? in più al mese da pagare.

Voi che ne pensate? Personalmente non sono d’accordo su questa idea. Le colpe sono di tanti come ha detto lo stesso presidente, e non capisco perché accanirsi sempre e solo contro il Web. Certo la rete permette di accedere velocemente e gratuitamente alle notizie che sono comunque il frutto di un lavoro, però il modo di comunicare sta radicalmente cambiando in questi anni (blog, forum, Web 2.0) e per sopravvivere bisogna evolversi e innovarsi. Non credo quindi che la tassa vada proprio in tal senso.

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