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Nel marzo del 2011 addio ai floppy disk

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È stata una delle prime tecnologie di archiviazione ad avere una diffusione di massa, ma ormai il progresso, dopo circa 30 anni, ha portato nuovi prodotti più veloci e capienti.

Dal marzo del 2011, Sony, che ha inventato il formato da 3,5 pollici di cui detiene ancora una quota del 70% di mercato, interromperà la produzione dei floppy disk e quindi manderà in pensione i famosi “dischetti” di plastica.

Il primo floppy disk commerciale da 8 pollici e 80 KB è nato nel 1971 ad opera di IBM, ma la diffusione di massa si è avuta con il formato da 5,25 pollici nel 1976 che ha raggiunto la capacità di 1200 KB con formattazione a doppia faccia. Qualcuno di voi ricorderà sicuramente la modifica fatta dagli utenti per “trasformare” un floppy a singola faccia in uno a doppia faccia compatibile con il lettore del glorioso Commodore 64.

Negli anni 80 Sony ha introdotto il floppy disk da 3,5 pollici, diventato in breve tempo il supporto di archiviazione più utilizzato in assoluto, anche grazie alla vendita di Windows 95. La massima capacità raggiunta dalla versione DS/HD (Double Sided/High Density) è di 1,44 MB.

A partire dall’inizio degli anni 2000 è iniziato il lento e inesorabile declino di questo supporto. La diffusione di Internet e dei file multimediali ha richiesto maggiore spazio di memorizzazione, sono arrivati i CD e i DVD, e i produttori di notebook hanno iniziato ad eliminare il floppy drive dai loro prodotti.

Quasi nessun PC desktop venduto negli ultimi tre anni ha un lettore di floppy disk integrato, ormai superati dalle pen drive USB con capacità migliaia di volte superiori e dai lettori di memory card multi formato. Rimane ancora in commercio qualche drive da collegare alla porta USB, ma si tratta di una soluzione scomoda soprattutto per i notebook.

Comunque se avete in casa ancora qualche floppy disk funzionante, magari con una copia di MS-DOS, non buttatelo: un giorno forse potrebbe acquistare un valore inestimabile per i collezionisti.

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