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Brunetta: in difesa della PEC

Il Governo si schiera in difesa della PEC. Prima il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione respinge una interrogazione parlamentare sul servizio, poi Brunetta conferma la bontà delle procedure ed il pieno funzionamento del sistema

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Una conferma e una smentita, in difesa della Posta Elettronica Certificata (PEC) e della bontà delle procedure portate avanti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e L’Innovazione. Le primissime ore del nuovo servizio della PA avevano infatti evidenziato vari problemi, con gravi rallentamenti sul sito tali da impedire la regolare conclusione delle procedure per l’attivazione della propria casella di posta gratuita.

La conferma viene direttamente dal ministro Renato Brunetta, il quale ha risposto così a specifica interrogazione parlamentare circa l’utilità della PEC: «PostaCertificat@ garantisce valore legale alle comunicazioni via e-mail tra cittadini e Pubblica amministrazione e rappresenta un canale di comunicazione semplice, esclusivo, sicuro e gratuito tra cittadino e PA. Questo servizio consente infatti ai cittadini maggiorenni di inviare e ricevere in formato elettronico messaggi di testo e allegati, che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Si tratta di una svolta storica – rivoluzionaria ed eversiva dell’attuale organizzazione burocratica degli uffici – che ridurrà gradualmente il ricorso alla comunicazione cartacea, abbattendo costi e tempi delle procedure amministrative. Per dialogare con qualsiasi ufficio della PA il cittadino non dovrà infatti più produrre copie cartacee, recarsi di persona presso gli Uffici e perdere tempo in coda agli sportelli, sostenere i costi di invio di raccomandate con ricevuta di ritorno, correre il rischio che le pratiche vadano perse oppure sentirsi dire che l’Ufficio non ha mai ricevuto la documentazione!». Brunetta ricorda inoltre sul proprio blog come «Nei prossimi mesi verranno resi disponibili altri servizi accessori a pagamento: la firma digitale tramite smart card; la notifica – via sms, telefono o posta cartacea – della presenza di messaggi nella casella di posta; l’agenda degli eventi, con l’indicazione delle principali scadenze d’interesse; il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate (con estensione a un minimo di 1 GB del volume di spazio sicuro per archiviazione).

La difesa delle procedure giunge invece da un comunicato del ministero che usa una chiara allusione ironica per respingere le accuse di quanti considerano i primi giorni della PEC un “flop”. Nel testo si contesta in particolare l’interrogazione parlamentare dell’on. Lannutti, ove si chiede conto dei malfunzionamenti delle prime ore e si chiede inoltre di comprovare i numeri relativi alle prime caselle attivate. Nel criticare l’attività di Lannutti, al quale viene contestata una impossibile superficialità ispettiva, il ministero spiega: «Forse perché già stremato da un’attività parlamentare ispettiva così complessa, il povero Lannutti non si è però collegato al sito postacertificata.gov.it. Peccato, avrebbe scoperto che è perfettamente in grado di garantire l’attivazione della casella di Postacertificat@. Tanto che da lunedì scorso a oggi sono stati circa 60mila i cittadini italiani che hanno concluso felicemente questa semplice operazione. Restiamo comunque a disposizione del senatore, qualora necessitasse di un particolare supporto tecnico-informativo. La rivoluzione digitale non può lasciar indietro nessuno, nemmeno lui».

Poche ore più tardi è ancora Brunetta a spostare l’asticella portandola a cifra tonda: «posso anticipare che siamo già a 100 mila contatti [contatti o account attivati?]. C’è stato un vero e proprio boom. Magari ci sarà stato qualche collo di bottiglia, ma il sistema ormai funziona a pieno regime». E per le prossime ore sono state promesse nuove cifre di aggiornamento.

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