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Il modello “YouWork” e il peso dei social network nei curriculum

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Casa.it si presenta come “il portale immobiliare n. 1 in Italia” e il suo sito è mediamente attrezzato dal punto di vista del Web 2.0, con un blog e il rimando ai profili YouTube, Facebook e Twitter.

L’intenzione emersa di recente è quella di presidiare in modo più deciso il fronte dei social network e il progetto YouWork, in tal senso, si contraddistingue per un’idea originale, che ha richiamato l’attenzione di telegiornali e quotidiani nazionali: ricercando un social media specialist, Casa.it ha messo esplicitamente tra i requisiti dei candidati il fatto di avere 150 amici su Facebook, almeno 100 contatti su Linkedin e 50 follower su Twitter.

Oltre a quelli precedenti, obbligatori, saranno requisiti preferenziali per i candidati l’aver gestito blog o forum e l’invio di una video-presentazione tramite Uannabe.com, partner dell’iniziativa, startup il cui sito in versione beta permette di registrare tramite Web-cam un video auto-promozionale di 30 secondi.

Può essere interessante segnalare che Casa.it fa parte del gruppo REA Ltd e di SKY Italia, che in ultima analisi rientrano nell’impero della News Corp di Rupert Murdoch.

Di cosa si occuperà il social media specialist? Della visibilità e della reputazione del brand, della produzione di contenuti audio video e testo sui social network, della gestione delle conversazioni con i clienti, del media planning digitale e di tutto ciò che rientra nel buzz marketing e nel word-of-mouth advertisting.

Oltre a Casa.it e Uannabe.com, è partner dell’iniziativa anche Monster.it, che evoca un approccio più “tradizionale” alla ricerca di lavoro in Internet. La novità sta però tutta nei requisiti richiesti ai candidati. Alcuni quotidiani hanno sbrigativamente scritto che Casa.it richiede a chi propone il curriculum “150 amici su Facebook”: questa però è probabilmente la condizione più a portata di mano. Il ruolo di Linkedin e Twitter non si deve sottovalutare… Che ne pensate? In futuro, quella che oggi appare una novità sarà un’abitudine?

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