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Facebook e applicazioni installate senza il consenso degli utenti

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Non bastassero gli inciampi sulla privacy, né le discusse posizioni del suo fondatore, per Facebook va registrato un altro problema che ancora una volta potrebbe dare voce a qualche protesta da parte degli utenti.

Motivo di discussione è stavolta il comportamento per cui, visitando siti terzi ma collegati in qualche modo a Facebook, vengono installate sul computer dell’utente alcune applicazioni non autorizzate e, soprattutto, senza che questi riceva alcuna notifica.

Il tutto è stato notato su alcuni siti come quello del Washington Post, TechCrunch, CNet e il New York Magazine, per cui è bastato solamente una visita su uno di essi per vedere attivata un determinata applicazione della quale, peraltro, non si conosce il reale funzionamento.

In altre parole, l’applicazione avviata con la visita a uno dei siti collegati potrebbe anche condividere delle informazioni circa il profilo dell’utente-navigatore, ma quel che più sorprende e che sta scatenando accese discussioni tra gli esperti è che tutto avviene in maniera poco trasparente, come spiega Webnews:

Il fatto che l’applicazione venga indicata tra quelle in uso, è un aspetto celato agli occhi di chi visita la nostra bacheca. Ciò nonostante, visitando la pagina dell’applicazione automatica è possibile vedere quali altri amici visitino le medesime pagine online. Il che significa che è sufficiente visitare un sito integrato con Facebook previa apertura di una sessione sul social network per vedere chi nella propria rete sociale ha già visitato il medesimo sito. Senza che quest’ultimo se ne possa accorgere e senza che ci si possa accorgere di altri che notano la nostra presenza.

L’utente si ritroverebbe quindi con delle applicazioni attive sul proprio account senza aver dato una preventiva autorizzazione. L’unico modo per accorgersene è quello di andare sul menu “Account” e cliccare su “Impostazione applicazioni”, da lì comparirà l’elenco con tutte le applicazioni attive da cui sarà possibile disattivare quelle indesiderate tramite un semplice click sulla “X” presente a fianco.

Il problema è legato, come sempre, al diritto alla riservatezza che spetterebbe a ogni utente che naviga sul Web, per cui potrebbe risultare parecchio irritante il fatto di dover lasciare tracce, ovviamente in maniera involontaria, di quali e quanti siti visitati nel caso in cui un simile sistema diventasse di larga diffusione.

Il team di Facebook ha tuttavia dichiarato che si tratta di un errore e che si sta lavorando al fine di impedire l’installazione automatica delle applicazioni “incriminate” finite nell’obiettivo dei critici.

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