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Grecia e oltre

La Grecia. Poi la Spagna e il Portogallo. Ma anche l’Italia. Vien da chiedersi se le agenzie di rating abbiano davvero verificato i conti delle nazioni indicate a rischio “contagio”, o se abbiano semplicemente snocciolato la classifica dei paesi con minor penetrazione della banda larga… Se vuoi aggiornamenti su Grecia e oltre inserisci la tua [...]

La Grecia. Poi la Spagna e il Portogallo. Ma anche l’Italia.

Vien da chiedersi se le agenzie di rating abbiano davvero verificato i conti delle nazioni indicate a rischio “contagio”, o se abbiano semplicemente snocciolato la classifica dei paesi con minor penetrazione della banda larga…

Se vuoi aggiornamenti su Grecia e oltre inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Ratamusa

    Due ore fa:
    ….I primi attacchi alla finanza italiana sono cominciati…..
    Qualcuno con la coscienza sporca ha tentato prima di smentire poi di dire che abbiamo una finanza che resisterà….
    Qualcuno mi spiega allora perchè la borsa è caduta?
    Perchè non fanno nulla oltre (metaforicamente parlando) a incrociare le dita, fare gli scongiuri e pregare i loro (santi?) protettori di farli ben rimanere avvinghiati al loro potere e alla loro poltrona?

    Fonte :rumors giornalistici delle testate che vanno per la maggiore…

  • Enzo R.

    Il livello di attendibilità delle agenzie di ratings, o meglio dell’intero network mondiale della finanza, come ampiamente dimostrato da almeno due anni a questa parte, resta un preoccupante interrogativo non solo per il nostro immediato futuro. Si ha la netta impressione che il sistema abbia raggiunto una complessità superiore alla capacità di controllo dei mezzi/metodi a disposizione.
    La diffusione in tempo reale delle informazioni finanziarie, che secondo gli addetti ai lavori sembra aver limitato i danni rispetto a ciò che accadde nel 1929, comporta anche il pericoloso risvolto dell’effetto “domino”, nel senso che un raffreddore in un capo del mondo si può tramutare in una epidemia influenzale agli antipodi per poi sfociare in una pandemia.
    A quanto risulta dalla stampa, giovedì scorso un banale errore nella altrettanto banale immissione di un ordine di vendita ha fatto crollare Wall Street fino al – 9% e le azioni della Procter & Gamble a – 37%: semplicemente un disastro, con potenziali riflessi di ordine planetario. Fortunatamente, la situazione è durata 15 minuti: è inimmaginabile cosa sarebbe successo se si fosse protratta per un tempo maggiore.
    Si può pensare come si vuole, ma la circostanza denuncia anche fragilità tecnologiche, nel merito delle quali non voglio entrare per evitare abusi di spazio e di tempo. Mi limito ad osservare che i computer agiscono secondo i programmi concepiti dall’uomo, quindi non è in discussione l’affidabilità della tecnologia ICT. Non è certo un caso che la SEC – Securities and Exchange Commission (l’analogo della nostra Consob) abbia convocato una riunione d’emergenza la sera stessa.
    L’idea che i nostri destini sono anche legati a come uno preme un bottone da qualche parte del mondo (il caso finanziario non è unico) crea ulteriore inquietudine, per non dire peggio.
    L’ipotesi formulata da Giacomo, che accosta la disponibilità della banda larga alla situazione economica e finanziaria in atto, può avere anche un senso, ma il problema è assai più complesso.
    Quanto a poltrone e potere, rilevo che nel mondo molti, o meglio troppi, sono “scappati con la cassa”: anche costoro non possono stare tranquilli poiché sanno meglio di noi che le circostanze attuali possono minare alla base poteri finanziari e politici di qualsivoglia specie e colore: in altri termini, ad un certo punto puoi scappare dove vuoi ma la cassa che hai portato via perde pezzi da tutte le parti.