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Per Adobe, Apple è il “1984” di Orwell

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“1984” di Orwell non è solo l’opera da cui la televisione odierna ha estratto, in modo decisamente improprio, il Grande Fratello. Il libro di Orwell è anche un tema molto caro a Cupertino tanto che, 26 anni fa, lo utilizzò come spunto per il suo più famoso spot pubblicitario. Oggi, però, Adobe stravolge la filosofia Apple, rivoltandogli contro quel “1984” che fu il precursore della teoria del “Think Different”.

Ad avanzare questa ipotesi è Kevin Lynch, il CEO di Adobe, il quale, dietro le recenti incomprensioni fra le due società, si dice convinto vi siano pericolose strategie che andrebbero ben oltre a Flash:

La storia è più ampia di HTML5 contro Flash. Penso sia molto simile a “1984” per molti motivi.

Secondo Lynch, Apple starebbe ponendo le basi per trasformarsi nel Grande Fratello della Rete: Cupertino vuole mettere sotto scacco il Web, pretendendo il controllo di ciò che vi avviene, eliminando tutte le applicazioni cross platform e fornendo servizi proprietari che, ovviamente, funzionano solo su propri dispositivi.

E, per supportare la propria posizione, il CEO di Adobe paragona le decisioni di Apple alla costruzione delle ferrovie del diciannovesimo secolo. Quando apparvero negli Stati Uniti i primi tratti su binario, vi fu un dispendio economico inutile e inefficiente, derivante dalla decisione delle aziende in gioco di utilizzare tipologie di rotaie differenti fra loro. Lo stesso starebbe facendo Cupertino: sfavorendo le applicazioni cross platform, come ad esempio Flash, si obbligano gli sviluppatori a riscrivere i software per un determinato, e unico, sistema operativo. Questa operazione, così come successe per i ferrovieri utilizzati come metafora, sarebbe altamente costosa e inutile.

Considerando che Apple, per accesissimo volere di Steve Jobs, sta puntando tutte le proprie energie su HTML5, uno standard aperto e perfettamente cross platform, risulta difficile ravvisare quel pericoloso monopolio di cui Lynch parla. Le strategie accentratrici di Cupertino non sono una novità per nessuno ma, in questo caso, la società non ha ripudiato Flash per presentare un proprio software chiuso equivalente: ha optato per uno standard già esistente, usufruibile su diversi sistemi operativi, che rappresenterà il futuro del Web non solo per i melauser. Di certo Lynch non si sbaglia nel sostenere come la vicenda di Flash nasconda altre motivazioni indirette ma, più che mirare al Grande Fratello versione 2.0, pare evidente come il contenzioso trovi le proprie radici in App Store. Flash è largamente utilizzato per giochi e intrattenimento e, l’eventuale introduzione di questa tecnologia su iPhone OS, potrebbe rubar spazio alle app targate mela.

E proprio su HTML5, Lynch ha dichiarato la volontà di Adobe di sviluppare contenuti e software di qualità per sfruttare al meglio le peculiarità di questo linguaggio ma, allo stesso tempo, continuerà a elaborare il proprio player multimediale. Flash, infatti, non sarebbe destinato a morire: le sue funzioni vanno a coprire ampie zone grigie dove HTML5 si è rivelato né completo né efficace.

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