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Questione di fibra

Fastweb, Wind e Vodafone hanno intenzione di costruire il nuovo sistema nervoso dell'Italia. Niente rame stavolta: è venuta l'era della fibra ottica. Se Telecom Italia parteciperà bene, altrimenti il progetto proseguirà comunque. E subito.

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«I tre amministratori delegati di Fastweb, Carsten Schloter, di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, e di Wind Luigi Gubitosi, hanno presentato oggi un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. Bertoluzzo, Gubitosi e Schloter hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti, efficiente ed ad alte prestazioni, in un quartiere di Roma».

Occorre far parlare il comunicato stampa, anzitutto. Perchè il valore della questione è nella comunicazione in sé, nel fatto che tre grandi gruppi si coalizzano contro l’ex-monopolista e tentano di dettare l’agenda dopo averne subiti i blandi ritmi per troppo tempo. Telecom Italia arranca fin dalle ore precedenti, perchè sa cosa le controparti vogliono e possono fare. Bernabè, così, si appresta subito a promettere disponibilità, si dice pronto a collaborare, ma poi chiede di parlarne per il 2015 e senza modifiche all’impianto attuale dei piani di investimento. Vodafone, Fastweb e Wind, invece, non ci stanno. Sono pronti a spendere, ed a farlo subito. Ed il progetto è pronto.

«Il progetto prevede la realizzazione di una unica rete “Fiber To The Home”, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra. Il piano si basa – ad oggi – sulla copertura delle 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il piano potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro. Il progetto nazionale è aperto a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione».

Telecom Italia inclusa, nessuno escluso. Questo perchè il mercato è piccolo e gli investimenti importanti, dunque non v’è alcun attore che possa prendere in mano la situazione con una forza tale da permettersi di lasciar fuori la controparte. Tutti possono partecipare, tutti devono impegnarsi. La differenza rispetto al passato è che ora non è Telecom a dettare tempi e modi.

«L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori». Respinte, quindi, le paure espresse da Assoprovider. «Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete. L’iniziativa prevede come prima fase l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio 2010. La sperimentazione è aperta a tutti e mira a dimostrare l’efficienza di una infrastruttura di accesso in fibra con un’architettura all’avanguardia, efficiente, “future proof” e che consente la condivisione tra diversi operatori, favorendo il mantenimento di un contesto concorrenziale con evidenti benefici per i consumatori finali».

I tre gruppi non possono permettersi però di agire indipendentemente dall’opinione delle istituzioni. Per questo motivo, quindi, l’appello al Governo è una invocazione alla collaborazione affinchè si possa far celermente sistema tra Stato ed Impresa per raggiungere un obiettivo di imprescindibile importanza per l’utenza, per l’economia e per il futuro del paese: «Fastweb, Vodafone e Wind chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della Società per la Fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. I tre operatori confidano nel ruolo attivo e propulsivo che avranno le Autorità nell’assumere in tempi rapidi decisioni coerenti per favorire efficienti meccanismi di transizione da rame a fibra e nell’assicurare il nuovo assetto concorrenziale.

La New Generation Network nasce da questa conferenza stampa. Sono queste parole destinate a tramortire Telecom Italia, o forse a svegliarla dal torpore. La certezza è quella per cui l’impegno comune potrebbe permette al paese di fare un grande salto, nella speranza che il tutto venga portato avanti nel pieno rispetto di Net Neutrality e della necessità di affondare il Digital Divide. Ma a proposito di questi due ultimi aspetti, al momento, nessuno si è ancora potuto pronunciare. Quisquilie: ci sarà tempo per discuterne quando qualcuno, finalmente, avrà dato il via libera al cantiere più importante ed ambizioso dell’intera nazione.