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La localizzazione sarà presto su Facebook

TechCrunch ha scoperto tra le maglie del codice di Facebook una nuova funzione denominata "Places" e dedicata alla geolocalizzazione degli utenti. Facebook non nega l'idea, ma nega qualsivoglia imminente annuncio in proposito

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Entro breve Facebook sarà in grado di raccogliere dati relativi alla posizione geografica degli utenti, informazione sulla quale potrà in seguito fornire un grande numero di servizi, prodotti o semplicemente personalizzazioni basate sulla geolocalizzazione delle informazioni in gestione.

La scoperta è firmata TechCrunch e deriva da un semplice errore di Facebook nello sviluppo della versione touch del social network. La versione è stata pensata per un dispositivo come l’iPhone che richiede interfacce ad hoc per una interazione semplificata anche in assenza di tastiera e, soprattutto, in presenza di un’area di “tap” proporzionale alla dimensione del polpastrello. L’analisi del codice da parte di TechCrunch ha messo in luce l’opzione “places”: ad oggi celata agli occhi degli utenti, tale funzione compare però già nel codice della pagina evidenziando pertanto le intenzioni prossime del gruppo.

Facebook non può far altro che confermare: opzioni per la geolocalizzazione sono in fase di studio, ma al momento non esisterebbe alcuna deadline di pubblicazione. Se il codice è stato così formato, però, anche sui tempi c’è probabilmente poco da attendere: la geolocalizzazione potrebbe essere prossima dal giungere online ed in tal caso l’accesso al network è destinato a memorizzare molte più informazioni relative all’utente: posizione, orientamento, percorsi, velocità, altitudine, il tutto identificando per sommi capi l’attività in corso e la contestualizzazione geografica di accesso.

In prospettiva trattasi di una funzione interessante per gli utenti, molto interessante per gli sviluppatori e del tutto fondamentale per eventuali inserzionisti intenzionati a promuovere le proprie attività soltanto agli utenti presenti fisicamente in loco. Per Facebook potrebbe essere una ennesima marcia da ingranare per manifestare una volta di più il proprio ruolo in bilico tra il successo sul mercato e la forzatura quotidiana della privacy degli utenti.

Facebook, con il proprio eventuale “Places”, non farebbe altro che implementare quel che Google ha già sviluppato con il proprio Google Latitude. Nel casi di Facebook, però, la penetrazione potrebbe essere molto più vasta e con molta più attinenza con l’identità dell’utente. Se anche questo scoglio sarà superato, plasmando ancora una volta l’idea e le aspettative di privacy della community, per il network sarà una vittoria di fondamentale importanza per lo sviluppo mobile del network e della sua piattaforma di advertising.

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