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La guerra di Apple contro Adobe: un’opportunità per le società di video encoding?

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La battaglia fra Apple e Adobe, che vede le due società contrapposte sull’uso di Flash, non è destinata solamente a generare tensioni in merito al futuro del Web. Tra i fautori del player di Adobe e i supporter di HTML5, sembra che questa disputa abbia avvantaggiato società alternative di conversione dei video. Le principali aziende fornitrici di soluzioni codec e di encoding, infatti, sembra abbiano rilevato un netto aumento del proprio carico di lavoro.

Questa tendenza è di facile spiegazione: la conversione di filmati in un formato compatibile a iPad richiede tempo e denaro e, per questo, le principali aziende in Rete si sono orientate verso servizi di encoding di terze parti. L’imperativo, tuttavia, è essere compatibili già da subito sia con i normali browser desktop che con iPad.

Brightcove, Sorensen Mediàs 360 e Ooyala, alcuni dei principali player di questo settore, sono soliti richiedere un abbonamento mensile per assicurare la piena compatibilità della riproduzione video sia sul tablet targato Mela che sui normali computer. Viddler, società che fornisce soluzioni video a siti quali Endgadget e Sony, ha da poco rilasciato un lettore usufruibile su iPad e, dalle aziende partner, riceve una fee mensile minima di 100 dollari. A quanto pare, le richieste a queste società si sono velocemente moltiplicate dall’introduzione di iPad, così come rimarcato da Jeff Whatcott, il vice presidente di Brightcove:

La battaglia di parole sul futuro dei video online è stata davvero ottima per il nostro business. I nostri clienti vogliono che i loro siti siano visualizzabili da tutti ora, non in futuro.

E sarebbe proprio l’urgenza a spingere privati e aziende verso soluzioni di terze parti: convertire video in proprio, soprattutto se si dispone di una libreria di vaste dimensioni, diventa una soluzione dispendiosa sia in termini di tempo che di denaro.

Nuovo lavoro e nuovi guadagni per questi servizi di encoding che, tuttavia, devono costantemente fare i conti con le tempistiche e con la difficoltà di progettazione di strumenti affini a iPad e, allo stesso tempo, accessibili da tutti via computer. Lo conferma Robert Sandle, il presidente di Viddler:

Tutta questa faccenda ci ha spiazzato. Sapevamo iPad fosse in arrivo e, nonostante quanto dichiarato, abbiamo pensato Apple avrebbe sistemato le cose con Adobe e supportato Flash.

Dello stesso avviso Dan Rayburn, analista di Frost & Sullivan:

È dispendioso sia in termini di tempo che economici convertire un’intera libreria di video “solo perché possa essere vista su iPad”.

E mentre queste terze parti dedicate al video encoding festeggiano i successi ottenuti grazie a iPad, vi è da chiedersi quali siano le reazioni di utenti e aziende che, ovviamente, si vedono costretti a pagare cifre, spesso elevate, per poter distribuire i propri filmati sul tablet. Non sarebbe stato meglio, soprattutto per le vittime indirette della battaglia Apple VS Adobe, fornire un player gratuito Flash, seppur poco performante sui dispositivi portatili targati Mela?

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