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Nasce Diaspora: sarà la fine di Facebook?

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Un gruppo di studenti di informatica della New York University è al lavoro su un progetto chiamato Diaspora, un nuovo modo di condividere contenuti in Rete che ha tutte le carte in regola per diventare, almeno sulla carta, un diretto e pericoloso concorrente per il dominio di Facebook.

Il titolo del post può apparire esagerato o provocatorio, ce ne rendiamo conto ed è una cosa voluta, anche se è ovvio come l’impatto che questa novità avrà sugli utenti è ancora tutto da verificare e da analizzare.

Tuttavia, visto che Diaspora sta a Facebook come il giorno sta alla notte, è opportuno cercare di capire meglio come funziona questo nuovo social network che si propone di stravolgere i cardini con cui finora i siti di questo genere sono stati costruiti.

Diaspora, il cui nome è tutto un programma, è un social network open source che si propone di far interagire tra loro gli utenti, ma con la fondamentale differenza, rispetto ai social network attuali, che i loro dati non verranno archiviati su server esterni gestiti dai fornitori del servizio quanto sui computer degli stessi user.

I dati personali rimarranno quindi memorizzati sull’hard disk dell’utente, definito tecnicamente “seed”, e sarà una sua libera scelta se e quanto condividere con la rete dei contatti, mantenendo pertanto il pieno controllo dei propri dati che potranno essere eliminati, modificati o arricchiti in ogni momento, senza lasciare ad altri il controllo.

Diaspora consente comunque un’integrazione con i vari Facebook, Twitter e simili, ma la novità concettuale alla sua base potrebbe aprire nuovi e interessanti sviluppi per il mondo dei social network, che potrebbero passare così da una struttura centralizzata come quella attuale a una struttura decentrata, in cui la comunicazione avverrebbe direttamente tra seed, cioè tra utenti, senza che i dati passino per dei server terzi fuori dal loro controllo diretto.

Sarà una rivoluzione in grado di unire i vantaggi del social networking al rispetto della privacy o si tratterà solamente di una bella idea che difficilmente avrà successo? Per il momento è difficile dirlo, anche se appare chiaro un po’ a tutti come, con l’aumentare del numero degli utenti di queste reti sociali, sia sempre più sentito il bisogno di garantire una certa sicurezza a tutte le informazioni che circolano ogni giorno su Internet.

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