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Sapevamo di trovarti qui

L’immagine è stata segnalata da Vittorio Pasteris e sarebbe stata pubblicata su vari quotidiani nazionali. Interessante, molto interessante, il testo della pubblicità (il cui committente è la FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali): Ogni giornale, quotidiano o periodico, ha i suoi lettori. Può sembrare un’affermazione banale, ma se parliamo di investimenti, la banalità è un [...]

Sapevamo di trovarti qui

L’immagine è stata segnalata da Vittorio Pasteris e sarebbe stata pubblicata su vari quotidiani nazionali. Interessante, molto interessante, il testo della pubblicità (il cui committente è la FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali):

Ogni giornale, quotidiano o periodico, ha i suoi lettori. Può sembrare un’affermazione banale, ma se parliamo di investimenti, la banalità è un pregio, perchè diventa sicurezza. Per fascia di età, per territorio, per abitudini, per interessi, per profilo culturale, economico o sociale: non importa quale sia il criterio, quello che imposta è la possibilità di sapere chi ti sta leggendo. Come te, che eri il nostro target e volevamo parlarti di noi. E sembra proprio che ci siamo riusciti

Testo interessante, un gioco di logica niente male: se vedi la pubblicità, significa che siamo riusciti a fartela vedere. Ma è un testo in gran parte bugiardo. E la FIEG probabilmente lo sa: se si parla di personalizzazione, la rete non ha eguali. Non è forse questo il giusto cavallo di battaglia se si vuole intraprendere un confronto.

La campagna “Sapevamo di trovarti qui”, dunque, è fondamentalmente intelligente poichè gioca con le parole per sovvertire la realtà. Il problema è che «se parliamo di investimenti» la realtà è quella che conta. Non a caso l’editoria è in difficoltà, mentre la rete continua a crescere.

Quando poi si riuscirà a scindere il termine “giornalismo” da “giornale”, a quel punto sarà più semplice ragionare sul problema a tutto tondo

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  • Sbalky

    Ogni volta che leggo queste cose, qualunque sia la categoria interessata, l’immagine che mi si forma in mente è quella di pesci pescati che continuano a sbattere la coda e ad agitarsi cercando inutilmente di riguadagnare l’acqua…

  • Cristiano

    Per esperienza personale legata alla mia attivita di vendita di prodotti tipici (negozio), avevo investito 300 euro per 3-4 uscite (1 quarto di pagina) in un giornale locale: risultato prossimo allo zero. Con l’advertising online (pay per click) il riscontro è senza paragoni. :-)

  • Enzo R.

    L’immagine dei pesci è arguta e molto efficace, tuttavia è difficile cogliere un periodo di transizione di grande complessità, in tutte le sue implicazioni. L’interrogativo che mi pongo riguarda, tra gli altri, il livello di consapevolezza con cui si muove FIEG: davvero sperano di riguadagnare l’acqua mentre la sorgente si sta seccando (leggi: la carta e l’informazione vanno verso una imposssibile convivenza)? Come, dove e quando scrivere come prima se il supporto dell’informazione si trasfoma totalmente, cambiando “ab ovo” il processo di formulazione dei contenuti e il modo di veicolarli? Ai posteri (assai vicini) …..

  • Ratamusa

    Molto meglio: “…..Speravamo di trovarti qui….”

  • http://antoniolorusso.com antonio lorusso

    @Ratamusa Grande!!! non riesco a smettere di ridere :D

  • Ratamusa

    Grazie….

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Bello slogan, ma quello di Ratamusa è più realistico :)