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Google attacca l’FTC: si approvi l’operazione AdMob

Google mette pressione alla FTC chiedendo l'approvazione dell'acquisizione di AdMob e ricordando come, in caso di bocciatura, la FTC consegnerebbe il monopolio nell'advertising mobile al progetto iAd di Apple

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In attesa che la Federal Trade Commission esprima il proprio giudizio vincolante, Google inizia a far pressioni affinché l’antitrust USA possa approvare l’operazione AdMob. L’acquisizione è stata infatti annunciata ormai da mesi, ma il tutto non ha potuto essere concretizzato in quanto ancora manca il benestare delle autorità.

L’operazione AdMob è sotto la lente d’ingrandimento da tempo perchè si teme che l’acquisto possa consegnare nelle mani di Google una quota di mercato eccessiva nel mondo dell’advertising, determinando un polo estremamente forte ed eccessivamente ingombrante per la concorrenza. La controparte è in questo caso Apple, gruppo che ha dovuto cedere di fronte all’offerta Google e rinunciare a AdMob nonostante il primo interessamento provenisse da Cupertino. Le parole di Eric Schmidt, CEO Google, tuonano ora come una sfida nei confronti delle istituzioni, un modo di forzare la mano che sembra confermare i timori per cui l’operazione possa essere bocciata dalla FTC mandando in fumo i progetti Google nel settore.

«Lotteremo duramente»: Schmidt torna a ribadire quanto importante sia l’operazione per il gruppo, poiché AdMob rappresenta un elemento strategico senza il quale l’azienda non ha possibilità di esprimere il proprio potenziale. Non solo: Schmidt avverte che, in assenza di autorizzazione, l’uscita di Google dal mercato consegnerebbe ad Apple il controllo sul mobile senza possibilità di concorrenza per alcuno. Una eventuale bocciatura da parte della FTC, insomma, sarebbe il più generoso lasciapassare per iAd e per l’ecosistema che Steve Jobs sta progettando attorno ai propri iPhone ed iPad.

Schmidt affida il proprio punto di vista ai microfoni Reuters, confidando altresì la propria immutata amicizia con Steve Jobs. Amicizia confermata dalle recenti fotografie rubate al tavolino di un bar, ma amicizia resa quantomeno complessa dalla fuoriuscita di Schmidt dal board Apple e dalla sempre più estesa concorrenzialità tra i gruppi dei due CEO.

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