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SSD a 25 nanometri più capienti e meno costosi

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L’utilizzo di processi produttivi sempre più raffinati permette di incrementare il numero di chip per wafer e conseguentemente migliorare la resa produttiva.

Il passaggio a celle di memoria flash da 25 nanometri per i drive a stato solido avrà come effetto positivo anche l’aumento delle capacità e, si spera, la riduzione dei prezzi di vendita.

IM Flash Technologies, joint venture tra Intel e Micron, ha annunciato di aver iniziato la vendita ai partner di chip NAND realizzati con tecnologia di processo a 25 nanometri. Un singolo chip da 8 GB occupa un’area di 167 mmq e ciò consentirà l’utilizzo anche in pen drive, memory card, videocamere, media player, smartphone e, ovviamente, SSD.

Le nuove serie di SSD verranno presentate nel quarto trimestre dell’anno e si baseranno tutte su celle di tipo MLC. Per il mercato desktop avremo la serie X25-M con capacità di 160 GB, 300 GB e 600 GB; per gli ultraportatili la serie X18-M con tagli di 160 GB e 300 GB; infine, ci sarà anche un modello a basso costo da 80 GB della serie X25-V.

Quest’ultimo SSD potrebbe essere molto appetibile e sostituire il tradizionale hard disk di boot se il prezzo si manterrà intorno ai 100-120 euro.

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