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Apple vende il 26% della musica USA

Apple è in grado di calamitare oggi oltre il 26% delle vendite di musica negli Stati Uniti. In calo progressivo i distributori di musica su supporto fisico, in aumento tendenziale la distribuzione digitale. Crolla Wal-Mart, cede Napster, vola iTunes

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Una analisi pubblicata sul prestigioso Billboard pone Apple in vetta ai negozi di musica più attivi negli Stati Uniti. Ma se il dato assoluto era noto, importante è invece soprattutto il trend che vede la musica sempre più polarizzata verso i servizi online e sempre meno aggrappata alla distribuzione tradizionale. Apple altro non è se non il gruppo che più di ogni altro può avvantaggiarsi di questa situazione.

Cupertino è oggi in grado di veicolare il 26.7% del fatturato complessivo (dato relativo all’annata 2009), in forte aumento rispetto al 21.4% dell’anno precedente e più del doppio rispetto al bilancio del 2007. A questo ritmo un terzo della distribuzione sarà in mano ad Apple già entro i prossimi mesi, permettendo così ad iTunes una situazione di controllo sempre più forte e sempre più in grado di dettare le regole sul mercato un tempo dominato dalle etichette (la crescita sarà però resa complessa da una domanda generale in calo tendenziale dell’1% per l’annata in corso).

Ma iTunes non è un fenomeno isolato. Secondo quanto illustrato da Billboard, infatti, i top 20 vendor raccolgono l’85% del fatturato contro l’88% dell’anno prima: tale stima è frutto della differenziazione realizzatasi sul mercato, ma soprattutto dipende dal fatto che la top 20 vede progressivamente sgonfiarsi la posizione della distribuzione tradizionale. Chi vende supporti fisici, infatti, ha visto la propria porzione di fatturati scendere dal 57.5% al 49.3%. Per contro la distribuzione digitale ha visto cifre in aumento dal 31.6% al 35.5%.

In generale il mercato vede un progressivo assestamento verso nuovi equilibri nei quali la musica digitale rappresenta una fetta sempre più sostanziosa di un settore in piena rivoluzione. Ma è un processo evolutivo che premia soprattutto iTunes, sul quale il mercato sta polarizzando un terzo della domanda, bocciando tanto Wal-Mart (secondo maggior attore, ma in calo dal 15% del 2008 al 12.5% del 2009) quanto un Napster sempre più ai margini (0.7% contro l’1% dell’anno antecedente). Cede, al contempo, la vendita di prodotti musicali su telefoni cellulari: è il segno della fine dell’epoca delle suonerie, le quali cedono dal 6.6% al 4.9%.

In questo quadro della situazione sta per essere introdotta la variabile dello streaming, nuova opportunità in grado di cambiare nuovamente lo stato dei fatti. Ma anche in questa direzione iTunes sembra nuovamente essere un passo avanti grazie alla forza del brand, alle sinergie con iPod/iPhone ed all’acquisizione di Lala (che presto potrebbe consegnare i propri risultati).