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Blooming: la promessa di un e-commerce facile e flessibile

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Annunciato per metà maggio, visibile in versione alpha e con possibilità di iscriversi alla beta, Blooming promette di rendere l’e-commerce “semplice come il blogging“. Ci sono spazi gratuiti online e software che permettono a tutti, con semplicità, di aprire un proprio blog, gestire i commenti e inserire varie applicazioni (sondaggi, calendari, nuvole di tag e così via). La sfida di Blooming è la seguente: si può rendere la vendita online altrettanto semplice, “amichevole” e flessibile, alla portata di tutti?

Certo, esistono e-Bay e altri siti di shopping online, ma Blooming “abilita” un modo diverso di vendere online. In pratica funziona così: ci si iscrive al sito, si caricano le foto di ciò che si vuole vendere con le relative informazioni, specificando quantità e tags, e il sito fornisce il codice per l’embed, da incorporare nei luoghi più diversi, come si può fare con i video su YouTube.

I passi dunque sono tre: publish, cioè pubblica online la tua offerta; share, cioè condividi il tuo store personale nel tuo blog, in Facebook e in altri siti; sell, cioè vendi, grazie al sistema di gestione degli ordini e di acquisizione dei pagamanenti che Blooming offre.

Al momento non ci sono indicazioni precise sul costo dei servizi offerti da Blooming. C’è però un blog-magazine, LikePicasso, che permette di farsi un’idea sui principali destinatari attesi del servizio: coloro che “si sentono un po’ artisti” e “creativi”, artigiani, designer, stilisti.

Sul blog-magazine c’è un post di Nicola Junior Vitto, che aiuta a capire il processo di ideazione e sviluppo di questo “approccio social al vendere online“. Nicola J. Vitto sta curando lo sviluppo di Blooming e perciò agli interessati può essere utile consultare anche il suo blog personale.

Un’ultima annotazione. Nella pagina di presentazione di Blomming gli autori scrivono:

Lavoriamo in network tra un’area metropolitana, una vecchia casa in campagna e il mare.

Che ne dite? Possiamo parlare di una tendenza che crescerà nel futuro, almeno per chi lavora online?

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