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Greenpeace bacchetta Dell, Samsung e Toshiba

Nokia è sempre più verde e ancora una volta si impone nella specifica classifica Greenpeace. Per contro, Nintendo chiude la classifica confermandosi la peggiore del gruppo. Apple è in quinta posizione. Penalizzate Dell, Samsung e Toshiba

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Greenpeace non perdona. A promessa non mantenuta, l’associazione ha fatto corrispondere un grave monito nella propria classifica tra le aziende più “verdi” al mondo, bacchettando così l’operato di quei gruppi che non si sono attenuti agli impegni presi in passato. Ed è così che «Dell, Samsung e Toshiba perdono vistosamente posizione perché non mantengono la promessa di ripulire la loro catena produttiva dalla plastica in PVC e dai ritardanti di fiamma a base di bromo».

La classifica (pdf), per simbolica che possa essere, si è conquistata un ruolo di primo piano poichè ha saputo “forare” le cronache imponendo il proprio ranking come un parametro di valutazione da tenere in stretta considerazione per un consumo consapevole ed eco-compatibile. Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace, spiega in relazione all’ultimo ranking pubblicato: «Non possiamo tollerare che queste aziende facciano passi indietro dopo essersi impegnate a produrre articoli privi di sostanze tossiche. Aziende come Apple, Hp e due brand indiani, HCL e Wipro, stanno già eliminando le sostanze più pericolose: eliminare i veleni dall’high-tech è una pratica possibile e a costi competitivi».

La classifica è guidata da Nokia, la quale ha guadagnato ulteriormente grazie a quanto posto in essere negli ultimi mesi: «Ottiene punti per aver eliminato composti a base di bromo, ritardanti di fiamma clorurati e il triossido di antimonio da tutti i nuovi modelli. L’amministratore delegato dell’azienda ha dichiarato aperto sostegno alla riduzione dei gas serra del 30% nei paesi industrializzati entro il 2020». Seguono Sony Ericsson e Philips. «Apple rimane al quinto posto con un punteggio di poco inferiore alla 14esima edizione (dove si era posizionata con 5,1 punti) per la scarsa trasparenza sull’uso di energia rinnovabile. La maggior del punteggio Apple lo ottiene grazie alla sua politica di eliminazione delle sostanze pericolose dai prodotti in commercio».

La maglia nera, ancora una volta, spetta a Nintendo: «Nonostante il suo teorico sostegno alla riduzione delle emissioni di gas serra, le emissioni di Nintendo stanno aumentando del 2% ogni anno».

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