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Safari 5? Internet Explorer 9 non teme rivali

Internet Explorer 9 non è ancora sul mercato ma fa già la voce grossa. Con un video comparativo il browser Microsoft si pavoneggia nei confronti del nuovo Safari 5 dimostrando visivamente le differenze tangibili in termini di velocità e prestazioni

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Poche, pochissime parole. Ma un messaggio chiaro e diretto da passare agli utenti: Internet Explorer c’è, Internet Explorer è in grado di rilanciare la propria corsa, Internet Explorer non intende lasciar campo ai concorrenti. Ed è tutto in un post di Brandon LeBlanc sul “The Windows Blog” ed in un video di 160 secondi.

Microsoft coltiva da tempo il proprio IE9 in gran segreto, lasciando trapelare sporadicamente qualche informazione e sporadici test comparativi con i quali non è stato possibile fino ad ora operare seri raffronti con gli altri browser sul mercato. La sensazione era quella per cui, nel momento in cui Opera, Chrome e Safari hanno puntato tutto sulla velocità e sulle performance, Explorer rischiava di rimanere tagliato fuori, appesantito dalla propria storia e dalla propria vetusta architettura progettuale. Microsoft ha inizialmente accusato il colpo, lanciando IE8 per difendersi dalla caduta di IE6, ha limitato i danni con efficacia ed ora sembra pronta a rilanciare la sfida.

Nel video Le Blanc racchiude l’intero senso del proprio discorso: una semplice demo in parallelo, operato sul sito ” Internet Explorer 9 Test Drive”, affiancando IE9 ed il nuovo Safari 5 appena annunciato nel contesto del WWDC 2010. Due brevi test sono sufficienti per rendere visivamente chiara la differenza in performance e velocità:

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Safari 5, però, è realtà. Internet Explorer 9, invece, è ancora fermo ai box in via di definizione, alla ricerca di un equilibrio perfetto per portare sul mercato un browser autenticamente in grado di rilanciare il marchio di Redmond ai vertici del settore terminando definitivamente la parabola che ha visto il browser cadere irrimediabilmente mese dopo mese sotto i colpi di Firefox prima e di Google Chrome poi (con, nel mezzo, l’arrivo del Choice Screen a sparigliare le carte). Il post di LeBlanc è al contempo di sicura efficacia ed in grado di calmierare per buona parte l’entusiasmo in cui Apple ha intinto le proprie comunicazioni ufficiali sul browser di casa.

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