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iAd: l’advertising targato Apple che già spaventa Google

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Il macrocosmo economico che circonda i dispositivi mobili di Apple si è rivelato un modello di business di successo, tanto che i brand più importanti sul mercato non si sono fatti scappare l’occasione di farne parte. App Store e iBookStore si sono rivelati, sin da subito, potenti macchine da guadagno, in grado di soddisfare investitori, fornitori di contenuti e pubblico. Non sembra affatto un caso che, durante l’ultimo keynote, Wolfram Associates abbia dichiarato di aver guadagnato più in un giorno di iPad che in 5 anni di Google AdSense.

A questo business mancava solo un elemento: l’advertising. E puntualmente Cupertino ha provveduto a colmare questa lacuna, creando un proprio ambiente, iAd, che ancora prima della sua effettiva diffusione pubblica ha già rivoluzionato il concetto di pubblicità online, facendo sembrare tutto ciò che abbiamo sperimentato fino a oggi come terribilmente vetusto.

Le caratteristiche di iAd sono tre: alto guadagno per gli sviluppatori, contenuti al top dell’intrattenimento e investitori pronti a sborsare cifre di rilievo. Presentato durante il keynote di annuncio dell’allora iPhone OS 4.0, oggi più semplicemente iOS4, iAd prometteva di fornire contenuti multimediali di altissima qualità, rigorosamente in HTML5 e Flash-free, a costi contenuti per gli investitori ma con alti introiti per i developer.

E così è stato: a 8 settimane dalla sua presentazione, così come dichiarato durante il keynote da Steve Jobs, iAd ha già raccolto 60 milioni di dollari in promesse di investimento da brand famosi quali Nissan e Unilever, raggiungendo una penetrazione del 48% del mercato dell’advertising mobile. Agli sviluppatori, invece, verrà consegnato il 60% degli interi guadagni derivanti da queste campagne pubblicitarie.

Lunedì abbiamo potuto vedere iAd in azione, con la pagina dedicata a Nissan. Multimedialità, intrattenimento, giochi e concorsi: la pubblicità targata mela sembra più “un app in una app” che uno spot commerciale. L’utente difficilmente potrà annoiarsi con un tale livello di immersione. Il developer, dal canto suo, non dovrà sprecare nemmeno un minuto nella creazione di questi contenuti: il tutto viene elaborato da Apple e lo sviluppatore deve solo indicare se avvalersi o meno della pubblicità.

Con uno share così alto per i developer, i quali possono quindi decidere di ridurre il prezzo delle proprie app, e un bacino praticamente infinito di utenti, suddivisi tra iPhone, iPod Touch e iPad, per gli investitori, iAd ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo Google killer, almeno sul comparto mobile. Vi è da chiedersi, tuttavia, quale sia l’inganno sotto a questo business che, sulla carta, si rivela meravigliosamente perfetto. Dovremo, però, attendere il primo luglio per saperlo.

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