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Un contatto su LinkedIn è concorrenza?

Una causa giudiziaria rimette in discussione il ruolo dei social network usati per motivi di lavoro. Contattare gli ex dipendenti tramite LinkedIn o Facebook potrebbe violare eventuali clausole di non competizione? Come va considerato un contatto social?

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I social network sono diventati parte integrante della vita di ogni internauta. Con tutti i pro e i contro, dato che sui profili gli utenti scrivono ormai dati personali ed esperienze della propria vita. Ecco quindi che il caso di Brelyn Hammernik rappresenta il primo in materia di legislazione per informazioni professionali rivelate attraverso il social network LinkedIn.

La donna è stata accusata dalla sua ex-azienda, TEKsystems Inc., per aver divulgato informazioni che violano il suo contratto firmato in occasione della sua assunzione Nel Gennaio del 2007. Tramite LinkedIn, la donna avrebbe violato proprio il divieto di influenzare persone o trattative riguardanti l’ex azienda (non-compete e non-solicitation).

Secondo la denuncia, dopo aver lasciato la TEKsystems nel 2009, la signora Hammernik avrebbe comunicato con almeno 20 dipendenti attraverso la rete di LinkedIn. Secondo Renee Jackson, avvocato con sede a Boston, questo caso potrebbe «avere implicazioni di vasta portata per la legislazione in questo campo e in materia di occupazione».

Rimane, infatti, da stabilire se avere un contatto con altri professionisti tramite un social network possa rappresentare una violazione del divieto di concorrenza. Sempre secondo Jackson: «la semplice esistenza di una rete di contratti può essere equiparata ad una sollecitazione professionale?».

Secondo la TEKsystems, il contratto firmato vietava esplicitamente alla Hammernik di contattare i propri dipendenti ai fini del reclutamento, per un periodo di 18 mesi dopo aver lasciato l’azienda. E secondo la denuncia (qui in copia PDF), Hammernik avrebbe proprio contattato alcuni ex dipendenti per unirsi e fondare una nuova società. Uno scambio di informazioni che potrebbe essere visto come una chiara violazione del contratto.

D’altra parte il contratto non cita chiaramente un divieto di contrarre un semplice contatto tramite social network. L’avvocato Jackson dichiara che, a questo punto, bisognerebbe trattare allo stesso modo le email. Anche l’avvocato Rob Radcliff, dello studio Hurst, Johansen & Hail LLP, afferma che è la prima volta che i social network vengono utilizzati come prova diretta in un caso del genere.

La Hammernik potrebbe perfino perdere la causa. Rimane il fatto che il contratto della TEKsystems può essere considerato in modi differenti: una dimostrazione ulteriore di come vita reale e vita virtuale siano sempre più interconnesse.

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