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India: alcuni politici scoperti ad assistere a una proiezione pirata

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Bollywood compete ormai da tempo con Hollywood quanto a dimensioni, numero di film prodotti e giro d’affari. E, come per i “cugini” americani, la pirateria è un serio problema con cui i registi indiani devono fare i conti. Non è piacevole per loro, ad esempio, che qualcuno possa scaricarsi un film e guardarlo comodamente da casa, mentre è ancora proiettato al cinema.

Per questo motivo, in tutto il mondo, le case produttrici chiedono a gran voce alla politica e alle istituzioni di approvare legislazioni più severe nei confronti di chi infrange il copyright. Si dirà che forse ai tempi di Internet è il concetto stesso di proprietà intellettuale che dovrebbe essere rivisto, ma, come abbiamo più volte potuto osservare, questo è un concetto che tende a essere ignorato sia dalla grandi case cinematografiche, sia dai “politici”.

Proprio “Politica” (“Raajneeti” in indiano) è il titolo dell’ultimo film del regista Prakash Jha, attorno a cui si è creato un piccolo grande scandalo. Pare, infatti, che dei rappresentanti del partito politico Bharatiya Janata abbiano assistito a una proiezione pirata dello stesso, organizzata per loro dall’albergo in cui risiedevano. La reazione di Jha è stata di profonda indignazione, sfociando in una minaccia di denunce.

Il regista non si capacita di come, dopo anni di lotta comune contro la pirateria, dei politici abbiano potuto fare un’azione del genere. La lezione che, però, dovrebbe imparare è che forse, al di la delle posizioni di comodo prese dai “politici”, l’opinione pubblica ormai diffusa pensa alla pirateria come a qualcosa di normale. E la vera contraddizione cui i rappresentanti del BJP sono caduti, sta nel fatto di non essersi opposti precedentemente alla paranoia anti-pirateria, cui hanno dato prova di credere ben poco.

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