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Il business Microsoft è destinato al collasso?

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Se una dozzina di anni fa avessimo provato a ipotizzare le attuali evoluzioni del Web, del mondo informatico e la strada imboccata dai grandi produttori hardware e software, con tutta probabilità avremmo sbagliato grossolanamente. La stessa percentuale di errore mina l’attendibilità di chi si cimenta oggi in previsioni di questo tipo per gli anni a venire, ma una riflessione comparsa sulle pagine del The Huffington Post merita comunque attenzione.

Secondo Henry Blodget, il business di Microsoft è destinato a collassare, schiacciato dal suo essere ancorato a prodotti poco aperti alle nuove filosofie cloud e free della Rete e dall’incapacità di porsi sulla stessa lunghezza d’onda dei due suoi più diretti concorrenti: Apple e Google.

Due i brand che fino ad oggi hanno garantito buona salute all’azienda: Windows e Office. Nel caso del sistema operativo di casa Redmond, le cose potrebbero presto cambiare. Con tutta probabilità il futuro non sarà “PC-Centric” come si poteva prevedere in passato, complice la sempre più vasta diffusione di dispositivi come smartphone, netbook, tablet e chi più ne ha più ne metta. In questi neonati e vivaci settori, Microsoft sembra soffrire la concorrenza. Android, il promettente Chrome OS, la famiglia di device iPhone e una lunga schiera di altri protagonisti sembrano meglio attrezzati per rispondere alle nuove esigenze di mercato e consumatori.

Prendendo in considerazione invece il panorama delle applicazioni da ufficio, il discorso non cambia. Office 2010, con il suo recentissimo debutto nei negozi, ha segnato un ribasso dei prezzi rispetto ai suoi predecessori. Una mossa obbligata, per far sì che la suite possa ancora risultare appetibile. Le Google Apps di bigG, gratuite, alla portata di tutti e capaci di favorire la collaborazione hanno poi spinto Microsoft a rilasciare una versione online di Office, nel tentativo di evitare il passaggio dei propri utenti agli applicativi di Mountain View.

Come evolverà dunque il mercato? Microsoft resterà davvero schiacciata sotto il suo possente peso? Le opinioni degli analisti sono contrastanti e, come detto in apertura, ci si trova a discutere di un ambito troppo dinamico perché si possa parlare di previsioni attendibili. È però fuori discussione che la direzione intrapresa non è quella che i vertici di Redmond si auspicavano anni fa.

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