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Anche Adiconsum denuncia Easy Download

Dopo una prima denuncia dell'ADUC all'Antitrust, anche Adiconsum si schiera ora contro il sito Easy Download sottolineando le pratiche truffaldine con cui costringe gli utenti ad abbonarsi ad un servizio a pagamento per il download di software gratuiti

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«I migliori download di tutti i tempi, semplici, veloci e sicuri. Così si legge sul sito tedesco, dedicato anche ai navigatori italiani, easy-download.info. Peccato che il servizio costi 8 euro al mese, e vincoli il consumatore per 2 anni, con pagamento anticipato ogni anno di 96 euro e che non si possa assolutamente recedere. Una trappola!». Con questa frase anche l’associazione Adiconsum si schiera pubblicamente contro il sito Easy Download ed i suoi servizi dopo che nei giorni scorsi già l’ADUC ha depositato la propria denuncia presso l’Antitrust.

Con apposito approfondimento sul tema, abbiamo raccolto nei giorni scorsi i primi consigli agli utenti che intendono tutelare la propria posizione dalle minacce Easy Download. Sono centinaia, infatti, le segnalazioni riscontrabili online da parte di utenti caduti nella truffa e l’ADUC ha ben spiegato come ad oggi sia possibile semplicemente ignorare le minacce per agire in contropiede soltanto in caso di eventuale azione legale (improbabile) da parte della Euro Content LTD (a capo del servizio Easy Download.

I rilievi Adiconsum sul caso sono i seguenti:

  • «dal sito si scaricano a pagamento principalmente programmi che sono offerti gratuitamente sul web»
  • «gli utenti non sono consapevoli di concludere un contratto e in particolar modo di vincolarsi ad un abbonamento di ben 24 mesi»
  • «si utilizzano programmi che immettendo nei motori di ricerca la parola “Gratis” unitamente al software che si sta cercando, fanno apparire gli annunci del sito www.easy-download.info»

Adiconsum, a differenza dell’ADUC, adotta fin da subito un approccio più aggressivo: oltre all’annunciata denuncia all’Antitrust (la seconda, quindi, nelle mani del Garante italiano), infatti, si chiamano a raccolta gli utenti truffati segnalando il numero verde 800166661 e chiedendo di recarsi presso le sedi dell’associazione per ottenere il modello della raccomandata di reclamo da inviare all’azienda di Francoforte.

Dall’Antitrust giunge la seguente segnalazione: «Una volta ricevuta la denuncia gli uffici dell’Autorità valutano se gli sono gli estremi di un esame alla luce delle competenze antitrust sulle pratiche commerciali scorrette. Se ci sono gli estermi per avviare un procedimento lo comunicano alla parte interessata e ai denuncianti. L’Autorità può anche disporre ispezioni presso l’azienda stessa. I procedimenti durano mediamente 150 giorni, salvo proproghe se richieste dalle parti o utili agli accertamenti. Il procedimento viene svolto rispettando il diritto al contraddittorio dell’azienda sotto inchiesta. Per pratica commerciale scorretta il Codice del Consumo prevede sanzioni da un minimo di 5000 euro a un massimo di 500mila euro». Sono queste parole importanti, poichè una condanna dell’antitrust potrebbe non solo fermare l’attività illecita, ma anche annullare ogni diffida inviata agli utenti italiani e, inoltre, offrire un assist ai motori di ricerca per penalizzare il sito e le sue scorrette pratiche commerciali e promozionali.

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