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Blog pro-anoressia: 1 su 4 è pericoloso per gli utenti

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Sono numerosissimi in rete i blog di ragazze anoressiche e bulimiche che promuovono il digiuno e il vomito. Secondo una ricerca dell’American Journal of Public Health, tra questi siti uno su quattro sarebbe pericoloso per le giovani lettrici.

L’indagine è stata diretta da Rebecka Peebles della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora. Il team di ricerca ha condotto un’analisi dei contenuti di 180 siti chiamati “pro-ana” e “pro-mia“, ovvero siti che promuovono esplicitamente l’anoressia e la bulimia.

Il 91% di questi blog è accessibile a tutti, l’84% è “pro-ana” e il 64% “pro-mia” e il 79% ha dei contenuti interattivi. I siti analizzati contengono consigli e suggerimenti su come e quando provocarsi il vomito o su come saltare i pasti senza dare nell’occhio. I temi ricorrenti sono il successo, il controllo, la perfezione, oltre alla solidarietà con chi sceglie lo stesso stile di vita.

Il 24% dei siti analizzati è stato bollato come “molto pericoloso” per gli utenti. Un sito su quattro presenta infatti immagini che incoraggiano i lettori a continuare la propria vita nell’anoressia e bulimia. Il team coordinato da Rebecka Peebles intende indagare più a fondo gli effetti di questi siti sugli user.

La questione dei blog “pro-ana” e “pro-mia” era stata già sollevata da Loredana Lipperini nel suo “Ancora dalla parte delle bambine”, uscito nel 2007. La giornalista metteva anche in guardia sulla demonizzazione del web. In gioco ci sono diversi fattori e non si può banalizzare e pensare che il disturbo nasca da un unico elemento o da un capriccio.

Il dibattito è ampio e controverso, certo è che le giovani e non più giovani redattrici dei blog incriminati si sono organizzate e hanno cancellato dai loro siti le parole chiave più facilmente identificabili, usando un linguaggio in codice incomprensibile ai più.

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