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L’isola di Tuvalu vuole rinegoziare i domini .tv

L'isola di Tuvalu intende rinegoziare con VeriSign i termini dell'accordo che reggono in vita il dominio .tv. Ad oggi l'azienda deve all'isola 2 milioni di dollari all'anno, ma il ministro delle finanze locali tsa battendo cassa per alzare il prezzo

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Tuvalu è una piccolo arcipelago formato da atolli ed isole per un totale di circa 25 kilometri quadrati. Parte della Polinesia, situato poco a nord rispetto a Fiji e Samoa, Tuvalu è sicuramente più importante sul Web che non sulle cartine geografiche ove anche Google Maps sembra perderne le tracce. Ed è online che l’isola di Tuvalu ha trovato una piccola grande fortuna che ora vorrebbe però rinegoziare per trarne nuovo ed ulteriore vantaggio.

L’isola di Tuvalu è l’isola a cui fanno riferimento i domini “.tv”. Quel che il .it è per l’Italia, insomma, il .tv lo è per Tuvalu. Il .tv è stato attribuito però in questo caso ad un arcipelago che di un dominio internet non saprebbe però cosa farsene. Per questo motivo è chiaro comprendere come il nome sia stato utilizzato al fine unico di dar vita alla desinenza .tv di grande appetibilità per tutto quel che è il mondo della televisione. A suo tempo, quindi, Tuvalu ha trovato un accordo di mutuo interesse con VeriSign tale per cui Tuvalu mette il proprio nome per far valere i propri diritti e VeriSign mette la propria tecnologia e la propria esperienza per monetizzare il .tv.

L’accordo era stato stipulato negli anni ’90 sulla base di 2 milioni di dollari annui versati dalla DotTv (controllata VeriSign) al governo locale. Oggi, però, l’attuale ministro delle finanze Lotoala Metia sembra esprimere una certa amarezza per gli accordi del passato e chiede che il patto venga rinegoziato per riconoscere a Tuvalu il vero valore del diritto acquisito.

Il Ministro ha sbottato a Radio New Zeland International un diretto «Ci danno noccioline» sottolineando il fatto che l’accordo non è considerato teoricamente rinegoziabile dalla controparte almeno fino al 2016. Ma Tuvalu vuole alzare la voce ora e subito, sperando di riuscire a spremere dal dominio nuove risorse prima che questa opportunità venga meno ed i 25 km quadrati dell’arcipelago debbano tornare ad essere semplicemente un puntino in mezzo all’oceano.

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