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Easy Download, l’Antitrust apre l’istruttoria

L'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha aperto una importante istruttoria nei confronti di Easy Download per verificare eventuali responsabilità dell'azienda nelle truffe segnalate dagli utenti e dalle associazioni per i consumatori

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L’Antitrust ha aperto l’auspicata istruttoria nei confronti di Easy Download. Il sito, che ha truffato un gran numero di utenti in tutto il mondo (molti anche quelli italiani, come testimoniato nei commenti ai precedenti articoli sul caso), dovrà ora vedersela con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana.

L’apertura del fascicolo, come è possibile evincere dal comunicato diramato dell’Authority, è un successo a cui appongono la propria meritevole firma varie associazioni per consumatori: «L’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti della società tedesca Eurocontent Ltd per possibile pratica commerciale scorretta. La decisione è stata presa alla luce delle centinaia di segnalazioni di singoli cittadini e di associazioni dei consumatori, tra le quali: Altroconsumo, Adiconsum, Aduc, Codacons, Unione Nazionale Consumatori e Federconsumatori».

Il comunicato descrive quindi l’esatta matrice della truffa, così come già spiegato in precedenza dagli approfondimenti di Webnews sul caso: «Secondo le denunce ricevute, digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis” o “gratuito”, appariva al primo posto il sito easy-download.info. Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato non alla home page del sito, ma direttamente alla pagina dedicata alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva sostanzialmente a sua insaputa, un contratto biennale con la società tedesca Eurocontent Ltd per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l’anno. A differenza della home page, dove le condizioni contrattuali erano riportate con chiarezza, la pagina di registrazione riportava i termini con un’evidenza grafica non sufficiente a una loro immediata percezione. In sostanza il consumatore era indotto a credere che si trattasse di un servizio gratuito. Decorso il tempo per il recesso senza dare al consumatore alcuna conferma del perfezionamento del contratto stesso, la società tedesca iniziava a sollecitare i pagamenti».

«Agli utenti che si sono imbattuti in questa situazione, consigliano di non pagare e di segnalare il tutto all’Antitrust. Ma soprattutto di stare attenti, perché Internet è, al pari del “mondo terreno”, pieno di furbi, pronti a sfruttare ogni possibilità per fare soldi facili». Al consiglio dell’ADUC si aggiungono le precedenti indicazioni già formulate per quanti risultano coinvolti dalla truffa.

La decisione dell’antitrust sarà molto importante poichè potrebbe offrire ai consumatori una importante leva per far valere i propri diritti in sede legale sia per richiedere rimborso per le cifre già pagate, sia per costringere l’azienda ad interrompere i solleciti di pagamento. «L’Antitrust sta svolgendo, in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri soggetti responsabili, poiché il sito easy-download.info è registrato in Arizona». La velocità con cui il fascicolo è stato aperto denota però una certa chiarezza di intenti da parte dell’Authority italiana, la quale porta ora il vessillo dei consumatori truffati e farà luce sul caso cercando di derimere il complesso rapporto tra Easy Download, i motori di ricerca, l’advertising e gli utenti caduti nel tranello.

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