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L’estate Wi-Fi degli italiani: si naviga anche in spiaggia

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Ci si prende una vacanza da tutto. Dal lavoro, dallo stress, dalla solita routine. Ma ormai per almeno 15 milioni di italiani, possessori di uno smartphone, di un netbook o di un altro device basato sulla connessione in mobilità, navigare in Internet è irrinunciabile. Così le mete del turismo si sono attrezzate.

Sono lontani i tempi del pacchetto sdraio-ombrellone. In questi anni le spiagge italiane sono cambiate, sono diventate palestre, piccole discoteche, luoghi di incontro. L’estate 2010 passerà alla storia per essere la prima in cui si sono definitivamente connesse al Web.

Anche se la diffusione dei punti di accesso Wi-Fi in Italia è tipicamente a macchia di leopardo e con una varietà di fornitori (privati che vogliono fornire un servizio ai clienti, amministrazioni pubbliche, aziende municipalizzate e compartecipate, operatori e provider in funzione di sponsor) il numero di spiagge e località turistiche connesse al Web sta crescendo a vista d’occhio.

Le migliori da questo punto di vista sono la Liguria e il Veneto. Nella provincia di Imperia, ad esempio, si sono consorziati otto stabilimenti per fornire questo tipo di servizio. Avevano cominciato l’anno scorso, anche con il servizio di caricamento dei cellulari, e quest’anno la connessione è gratis lungo tutta la spiaggia.

Al lido di Venezia, invece, il progetto “spiagge online” partito nel 2008 è arrivato alla maturità: dopo la città, anche tutto il lido è cablato e connesso, ma distingue tra gli abbonamenti per la spiaggia e i giornalieri: per questi ultimi la connessione è a pagamento.

Anche dove parrebbe difficile trovarla, come in Sardegna, si sono fatti molti passi avanti. In 32 comuni già nel 2007 era arrivata la fibra ottica, collegata a ripetitori wireless, poi una volta garantita la ADSL in tutto il territorio, molti stabilimenti hanno cominciato a fornire connettività. Oggi, quasi tutte le spiagge più note della bella isola danno Internet a banda larga.

E poi c’è la provincia di Roma, con più di trecento hot spot, e la riviera romagnola, sempre in prima linea nell’aggiornare il concetto di spiaggia.

Tutto questo però non è senza problemi. Perché il famigerato decreto Pisanu rappresenta un ostacolo rilevante. Così tutte queste realtà stanno affrontando il problema dell’autenticazione con diverse soluzioni.

In particolare, l’idea forte è quella che accomuna proprio Venezia, Roma e la Sardegna: un protocollo di navigazione unico, con un unico account.
La tecnologia che va per la maggiore è il riconoscimento attraverso la sim del cellulare. Per gli stranieri, si stanno organizzando dei punti di iscrizione con la raccolta dati. Server e doppio database fanno il resto.

Insomma, un investimento serio. D’altronde nel mondo del Web 2.0 bisogna garantire al turista la possibilità di controllare la posta, aggiornare il profilo, twittare, controllare il meteo online e magari scoprire le bellezze del luogo attraverso specifiche applicazioni per i device.

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