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Chiusi oltre 73000 blog negli Stati Uniti

La piattaforma di blogging Blogetery chiude definitivamente a seguito di un'ordinanza proveniente da un'agenzia non meglio idenfiticata. Ignote anche le ragioni di tale decisione, si pensa a violazione di copyright. Sulla stessa strada anche Ibpfree

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Ancora una volta, i blog di diversi utenti vengono chiusi. Ma non si tratta di uno, dieci, o cento blog: le pagine web chiuse in questo caso ammontano addirittura a 73.000, se non di più. La causa di ciò è facilmente rintracciabile: tutti i blog in questione erano ospitati su Blogetery, una piattaforma di blogging gratuita simile a WordPress.com, che proprio in questi giorni ha ricevuto una spiacevole sorpresa dal provider che forniva i servizi di hosting alla piattaforma.

A quanto pare Burst.net, il provider in questione, ha contattato gli amministratori di Blogetery avvertendoli dell’imminente sospensione dei servizi erogati. Nessun chiarimento sui motivi che hanno spinto la società a tale mossa, né tanto meno su chi abbia costretto Burst ad eliminare la piattaforma di blogging dai propri server. L’unica spiegazione fornita fa riferimento ad una richiesta di tipo legale, che ha messo il provider alle corde: in uno scambio di email tra i relativi amministratori, quelli di Burst sostengono di aver avuto ben poca possibilità di scelta di fronte ad un ordine di chiusura immediata.

La giustificazione di tale scelta è dunque da ricercarsi in problemi a livello legale: le prime ipotesi parlano di una possibile violazione di copyright, probabilmente a seguito della diffusione di materiale protetto dal diritto d’autore, ma nessuna conferma è stata fornita. In effetti, Burst.net non ha mai tirato in ballo l’argomento copyright, ma dalle pagine di TorrentFreak, blog attento alle tematiche in questione, è possibile leggere di un possibile coinvolgimento di una serie di organi istituzionali mirati alla prevenzione dei reati legati alla violazione del diritto d’autore.

Lo stesso presidente degli Stati Uniti ha ufficialmente dichiarato di avere in mente una politica di repressione della pirateria informatica. La chiusura di Blogetery, dunque, potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie. Nel frattempo, però, sia la U.S. Immigration and Customs Enforcement che la Recording Industry Association of America si sono tirate fuori dai giochi, dichiarandosi non coinvolte in tali operazioni. La Motion Picture Association of America ha addirittura fatto sapere di non aver mai sentito nominare Blogetery.

A screditare la tesi della violazione di copyright vi sono anche le dichiarazioni degli amministratori della piattaforma, che sempre nelle email scambiate con Burst.net hanno evidenziato come ogni caso di pubblicazione di materiale protetto è stato prontamente risolto, con l’eliminazione dei file o dei link incriminati. Le dichiarazioni degli amministratori di Blogetery sono poi approdate sul forum di WebHostingTalk, in una discussione dedicata proprio alla questione della cancellazione della piattaforma.

Ma quello di Blogetery non è un caso isolato: a distanza di meno di una settimana anche Ipbfree, servizio gratuito per la creazione di un proprio forum di discussione, ha avuto la stessa infelice sorte. Ad accomunare i due casi sono la presenza di contenuti creati dagli utenti, le dichiarazioni degli amministratori che affermavano l’assoluta estraneità a casi di violazione di copyright, e soprattutto la mancanza di notizie riguardanti la fonte degli atti di chiusura.

Update
La BurstNET ha fornito una spiegazione ufficiale: i blog sono stati spenti a causa di un link verso materiale di Al Qaeda che inneggia al terrorismo.

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