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Apple: il codice di MacPaint finisce in museo

Il codice sorgente del primo software grafico della storia, scritto nel 1983 da Bill Atkinson e rilasciato solamente l'anno successivo con il primo computer Macintosh, è stato reso pubblico attraverso il sito ufficiale del Computer History Museum

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Chiunque si trovi sovente nella condizione di dover utilizzare un software di fotoritocco come Photoshop o Gimp, avrà acquisito una certa familiarità con strumenti come il lazo per selezionare porzioni di immagine o il secchiello per il riempimento rapido di aree ben delimitate, ma forse non tutti sono a conoscenza della loro origine. Si tratta di termini introdotti nel gergo informatico quasi tre decadi addietro, più precisamente nel 1983 da Bill Atkinson, uno dei membri del team che portò alla nascita delle piattaforme Macintosh e responsabile dello sviluppo di MacPaint. Il programma venne rilasciato qualche mese più tardi, proprio in concomitanza con il lancio del primo computer Apple. Il suo codice sorgente viene però reso disponibile pubblicamente solo ora, con la pubblicazione attraverso il sito del Computer History Museum.

A vederlo oggi, questo archivio da 67,8 KB contenente 5,822 linee scritte in Pascal (accompagnato dalla libreria QuickDraw) sembra un viaggio in un’altra epoca. L’intenzione iniziale di Atkinson era quella di gettare le basi per un software da destinare alla piattaforma Apple Lisa, software che tuttavia non vide mai la luce. LisaSketch, SketchPad, MacSketch e infine MacPaint, questo l’iter del programma, la cui esecuzione era ospitata in soli 128 kB di memoria da un processore 8 Mhz non in grado di eseguire calcoli in virgola mobile. Ne venne poi rilasciata, nel 1988, una più avanzata versione 2.0 e per tutto il decennio successivo, fino al 1998, la sussidiaria Claris si occupò della sua vendita.

Per capire come allora si trattasse di un vero e proprio piccolo miracolo in termini di programmazione, risulta significativo citare un’intervista rilasciata all’epoca da Steve Jobs. Interrogato da un giornalista su quanto impegno avesse richiesto la stesura del codice di QuickDraw, l’attuale numero uno di Apple girò la domanda ad Atkinson, che rispose “quattro anni”. Nel riportare le parole al cronista, Jobs esagerò con un “24 anni”, mettendo così in evidenza le straordinarie capacità del collega Bill come sviluppatore.

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